porco assassino!
e dopo anni in cui non succedeva più nulla di divertente, ecco che, dal nulla, arriva il porco assassino che ti ammazza con un raffreddore letale in meno di tre giorni. 
*** abracadabra ***
ma che bella magìa:
c'è una nuova pandemìa!
per guarir non serve tanto.
ma se prendi controvento
uno starnuto un po' cruento,
bhè… prenota il camposanto
ché di certo, in pochi giorni
finirai tutti i tuoi inverni.
non perdona il porco assassino:
ne ammazzerà - state certi! - a centinaia
per vendicar l'immolata porcilaia
su altari domestici inondati di suino.
la soluzione è molto facile
ma è poco popolare:
mangiare meno carne e darsi da fare
per un corpo più sano e meno gracile!
ma a quanto pare l'amor per gli antibiotici
non tocca mai gli scettici
sostiene i politici
unifica anche i critici
e ci rende, più che romantici,
solo un branco di porci psicotici.
***
per chi se ne fosse dimenticato, ricordo la pandemìa più recente.
influenza aviaria era il suo nome, doveva mietere milioni di vittime in tutto il mondo e invece non ha combinato un cazzo.
ma prima c'è stata la mucca pazza, e lì, come molti, mi ero illusa che il buon senso spingesse verso un consumo più responsabile di carne bovina che non fa bene né all'organismo né al pianeta. e invece c'è stata solo un po' di coda fuori dalle farmacie e poi tutto a posto.
e prima ancora di tutto questo c'erano i ciclici allarmi, all'inizio delle stagioni fredde, per 'la più spaventosa influenza che sia mai arrivata da terre lontane per colpire i nostri cari più deboli, bambini e anziani'.
la soluzione è sempre quella: imbottitevi di medicinali.
che non funzionano, ma in via preventiva è la cosa migliore.
certo certo. come dire che siccome io abito vicino all'inceneritore, per non morire di cancro alle vie respiratorie dovrei abituarmi e attaccarmi ogni giorno per qualche minuto al tubo di scappamento dell'automobile.
sappiano i più scettici che dietro a ogni pandemìa ci sono molti potenziali affari. quello palese riguarda le case farmaceutiche che possono immettere sul mercato molti prodotti inutili, scadenti e scaduti e tanto la gente li compra lo stesso. ma ce ne sono anche altri, solo che non ho voglia di elencarli.
e in verità, in verità vi dico, che è in arrivo la peggiore pandemìa planetaria che mai si sia vista su questo pianeta. colpirà tutti, indistintamente e l'annunciò anni fa (era il '95/'96) un profeta dei nostri tempi, Roberto Benigni, che già predisse il maiale rincoglionito (e in effetti, un'influenza come quella che si sta millantando dal messico un po' ci assomiglia).
si tratta del terribile ABBACCHIO FROCIO.
non serve mangiarlo, nemmeno entrare in contatto diretto con il famigerato piatto infetto. basta odorarne il profumo che la trasformazione è immediata. dunque, donne, tenete mariti, fratelli, padri e fidanzati in casa, sprangate le finestre, mettete filtri di depurazione all'aria e preparatevi a combattere i malvagi effluvi a colpi di cavolo bollito e cavolfiori al vapore, in attesa che arrivi il nuovo potente antibiotico Bayer a base di soffritto di aglio, porro, ed erbette puzzolone!
'mi pento di cuore'
queste sono state le prime parole che ha pronunciato Josef Fritzl, noto ormai con il nome ben più calzante di "mostro di Amstetten", condannato ieri all'ergastolo da scontare in manicomio.
per dovere di cronaca, le sue parole esatte sono state: "Mi pento con tutto il mio cuore per quello che ho fatto alla mia famiglia. Purtroppo non posso più fare niente di buono. Posso solo provare a limitare i danni per quanto possibile".
e vabbè.
consideriamo il lato positivo: in austria la giustizia funziona.
e tutto sommato, funziona bene.
ma non è questo di cui volevo scrivere.
sono giorni in cui vivo completamente straniata, come se mi trovassi in una realtà parallela.
la stessa realtà parallela dove un mostro come Fritzl può ancora dire di 'avere un cuore' o ammettere di potersi 'pentire'.
chi di voi ignorasse la vicenda, può trovarne molte tracce nella rete.
la storia di Elizabeth, figlia del mostro, sequestrata per 24 anni dal padre e costretta a vivere coi figli dell'incesto in un ricavo di cantina di 11 mq, supera anche il più brutale dei romanzi partoriti dal più malato degli autori. esiste una realtà mostruosa in cui mi trovo immersa in questi giorni e che mi paralizza. ogni tanto, quando penso di averci trovato un senso, come alice nel paese delle meraviglie, mi accorgo che le strade non portano da nessuna parte e che ho ascoltato ingenuamente i consigli di uno stregatto svanito. 
la cosa meno 'grave' a cui assisto in questi giorni è la vergognosa campagna Enel per gli abbonamenti al consumo di energia secondo la 'tua taglia'.
considerate bene che questa 'allettante' offerta è in realtà una colossale fregatura.
la taglia più piccola, infatti, costa 12€/mese+tasse.
personalmente, io consumo molto meno perché l'anno scorso, con il decreto bersani, ho usufruito gratuitamente del passaggio alle tariffe bio-orarie, che permettono un risparmi di oltre il 30% se si consuma energia nelle fasce in cui è meno richiesta (h.19-08 e weekend).
quella di enel è una pessima offerta e, inoltre, costituisce un grosso passo indietro rispetto a un'educazione responsabile al consumo energetico. dunque: prima di sottoscrivere queste allettanti proposte truffa, pensateci bene.
potete ancora contattare il vostro operatore e pretendere il passaggio alle tariffe bio-orarie.
nonché, iniziare un consumo consapevole.
la mostruosità più ridicola è -di nuovo!- la predicozza del papa contro il preservativo.
questa mattina, l'elefante con la lingua felpata Giuliano Ferrara proclamava dai microfoni di radio24 che il papa non ha detto che il preservativo è male. anzi: lodava il fatto che il pontefice, coraggiosamente, chiamasse il preservativo con il suo nome, senza usare giri di parole.
è stato un momento commovente. un po' come quando tuo figlio dice per la prima volta 'cacca' e non più 'pu-pu'.
e a proposito delle parole del papa, è vero: non ha detto che il preservativo è male.
ha solo detto che non serve e che invece la soluzione è sposarsi e/o essere amici dei malati.
è come dire che per curare la polmonite bisogna essere amici dei malati e/o imparare a parlare senza sputare in faccia all'interlocutore. o che per curare la peste bisogna fare lunghe processioni in cui si prega e ci si flagella e però si è amici dei malati.
…ah, ops. questo è successo davvero. 
la mostruosità più agghiacciante è che in questi giorni, alla camera, nel marasma del pacchetto sicurezza e dei litigi di parte a cui nemmeno i protagonisti credono più, è in discussione (…come in parlamento si discutesse ancora) una norma secondo cui i figli di genitori apolidi (ovvero: senza cittadinanza) che nascono in italia non possono essere registrati dall'anagrafe.
ovvero: rimangono apolidi.
con l'introduzione del reato di clandestinità e l'obbligo di denuncia per i pubblici operatori, anche sanitari, il conto è presto fatto: questi bambini non hanno diritti e non vengono curati.
la situazione si fa sempre più aberrante. la tesi della superiorità e della precedenza della razza italiana porta ormai a considerare come il cittadino di pelle bianca, ceppo caucasico e carta d'identità regolarmente rilasciata dal suo comune di residenza sia indiscutibilmente superiore ad ogni altro essere umano. e non importa se è un mafioso, un politico corrotto, uno stupratore, un finanziere fraudolento, un camorrista, un brigatista, un poliziotto ricusato dall'arma: i suoi diritti civili sono garantiti e tutelati per il solo fatto che è italiano.
Baumann, discutibile voce analitica del nostro tempo, scriveva già ne 'La società sotto assedio' come il sistema consumistico in cui viviamo tenda a produrre rifiuti umani. in particolare, rilevava come nella dichiarazione dell'uomo e del cittadino la doppia distinzione 'appunto' tra uomo e cittadino comportasse l'ipocrita esclusione etica di tutti coloro che NON sono cittadini, ovvero non riconosciuti dallo stato.
ignoro come non ci si possa sentire umiliati, offesi, furiosi.
ignoro come le persone, anche quelle che non mi rappresentano, stiano per votare una simile misura.
ignoro come le istituzioni possano essere non semplicemente 'cattive' (come disse Tremonti, dimenticando la natura primaria dello Stato laico) ma finamai crudeli e spietate.
questo non è un mondo difficile: è solo uno stato di merda!
grazie silvio!
la cosa migliore che ha fatto per me berlusconi da quando è in politica è che mi ha permesso di inserirmi con competenza in molti dibattiti. per la prima volta, nella mia vita, ho la sensazione di capirci davvero qualcosa.
ed è così, giuro.
fare politica in modo berlusconiano non è difficile.
basta avere presente alcune semplici norme.
regola 1: la politica è come una partita di calcio. destra e sinistra sono solo due squadre, ma poi il gioco è lo stesso, le regole sono poche (e si possono ridiscutere ab aeternum in moviola), lo scopo comune a tutti i giocatori che siccome prendono una quantità folle di soldi se ne fregano comunque di come andrà la partita. i cittadini devono solo scegliere per chi tifare; a loro non spetta nessun altro ruolo se non quello di pubblico passivo. e pagante.
regola 2: se i soldi non sono miei, posso farci quello che voglio. così, ad esempio, con i soldi dati alla libia per non si è capito bene cosa, i libici si sono comprati unicredit che si è comprata la mia banca che adesso sta comprando i tremonti-bond ma forse li passa in austria. è bello. è come un domino in cui non sai mai dove cadono le tessere ma sai che cadono in ogni direzione e, sostanzialmente, un po' alla cazzo.
regola 3: il senso della vita è racchiuso in due parole: shopping & fucking. questo a qualunque costo. sull'uso indiscriminato e la svalutazione della figa secondo il premier, sorvolerò. mi limiterò a dire che, per avvalorare l'idea che l'economia italiana sta bene e che, dunque, possiamo indebitarci ancora, ogni volta che si muove o incontra qualcuno promette soldi e stringe accordi con gran sorrisi. lo ha fatto con alitalia, che ha svenduto combinando un macello in cui nessuno capisce più niente. però secondo lui 'è salva'. da chi e da cosa non si è capito. lo ha fatto ieri con la francia in cui -mi pare- ha raggiunto il massimo della creatività. ovvero: siccome non si investe da anni nella ricerca i nostri tecnici sono emigrati all'estero. allora ieri berlusconi ha comprato il know-how dei tecnici francesi (che sono italiani) sul nucleare per costruire delle fantomatiche centrali che quando saranno pronte saranno già vecchie. i tecnici francesi (che sono italiani) infatti utilizzeranno i nostri soldi per accelerare le ricerche sui reattori di quarta generazione che dovrebbero ridurre quasi a zero la produzione di scorie e che saranno destinati alla francia.
e comunque, rimane il problema dei soldi: chi paga per la costruzione delle centrali?
e la seconda grande domanda: ma ci servono davvero o si poteva investire nelle energie rinnovabili, pulite e meno costose? ecco, qui arriva la prossima regola che è…
regola 4: l'unica filosofia che si può applicare in politica è quella dell'uomo del bar. così, la risposta al nucleare è: ma tanto ci sono le centrali vicino ai confini! giusto, non fa una piega. è come dire che se io abito vicino a una porcilaia posso anche evitare di pulirmi il culo quando cago perché tanto puzzo di merda lo stesso. preciso.
regola 5: esiste un'italia sana (milano con il nord intorno) e un'italia spazzatura. della seconda è sufficiente non parlare. della prima si può dire che va sempre tutto bene.
regola 6: la gente è stufa di cose serie. in politica ci vuole creatività, fantasia e tanta tanta tanta simpatia.
regola 7: i veri valori di un uomo sono: la volgarità, il bullismo, l'amoralità, l'ignoranza e il malgusto. se hai questi, allora puoi fare i soldi. se hai i soldi, allora puoi fare davvero quello che ti pare.
regola 8: la dittatura è un concetto relativo e il dispotismo è solo un fraintedimento della monarchia illuminata. per dirla alla celentano, la democrazia è lenta, il premierato assoluto nella versione iosonoioevoinonsieteuncazz
regola 9: quando la violenza non è più controllabile nei posti chiusi, basta liberare i serragli e mandare in giro per le strade in divisa i più violenti e molesti. ogni altro tipo di intervento a monte è inutilmente dispendioso e impopolare.
regola 10: come per il marketing, anche in politica non contano i contenuti bensì l'immagine e il nome. ovvero: le parole sono solo parole.
e infine la regola di tutte le regole: in verità, in verità vi dico che se andate in chiesa tutte le domeniche e fate la comunione, potete fare davvero tutto quello che vi pare e sarete comunque persone rispettabili.



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