Aprile 2009

DLMM GVS
1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30

Tag

Ultimi commenti

Ultimi post

Diffondi i contenuti

Condividi i contenuti

De.licio.us
Archivio Aprile 2009
Pagine:

porco assassino!

di nadiolinda (28/04/2009 - 12:35)

e dopo anni in cui non succedeva più nulla di divertente, ecco che, dal nulla, arriva il porco assassino che ti ammazza con un raffreddore letale in meno di tre giorni.



*** abracadabra ***

ma che bella magìa:
c'è una nuova pandemìa!

per guarir non serve tanto.
ma se prendi controvento
uno starnuto un po' cruento,
bhè… prenota il camposanto
ché di certo, in pochi giorni
finirai tutti i tuoi inverni.

non perdona il porco assassino:
ne ammazzerà - state certi! - a centinaia
per vendicar l'immolata porcilaia
su altari domestici inondati di suino.

la soluzione è molto facile
ma è poco popolare:
mangiare meno carne e darsi da fare
per un corpo più sano e meno gracile!

ma a quanto pare l'amor per gli antibiotici
non tocca mai gli scettici
sostiene i politici
unifica anche i critici
e ci rende, più che romantici,
solo un branco di porci psicotici.

***

per chi se ne fosse dimenticato, ricordo la pandemìa più recente.
influenza aviaria era il suo nome, doveva mietere milioni di vittime in tutto il mondo e invece non ha combinato un cazzo.
ma prima c'è stata la mucca pazza, e lì, come molti, mi ero illusa che il buon senso spingesse verso un consumo più responsabile di carne bovina che non fa bene né all'organismo né al pianeta. e invece c'è stata solo un po' di coda fuori dalle farmacie e poi tutto a posto.
e prima ancora di tutto questo c'erano i ciclici allarmi, all'inizio delle stagioni fredde, per 'la più spaventosa influenza che sia mai arrivata da terre lontane per colpire i nostri cari più deboli, bambini e anziani'.

la soluzione è sempre quella: imbottitevi di medicinali.
che non funzionano, ma in via preventiva è la cosa migliore.
certo certo. come dire che siccome io abito vicino all'inceneritore, per non morire di cancro alle vie respiratorie dovrei abituarmi e attaccarmi ogni giorno per qualche minuto al tubo di scappamento dell'automobile.
sappiano i più scettici che dietro a ogni pandemìa ci sono molti potenziali affari. quello palese riguarda le case farmaceutiche che possono immettere sul mercato molti prodotti inutili, scadenti e scaduti e tanto la gente li compra lo stesso. ma ce ne sono anche altri, solo che non ho voglia di elencarli.

e in verità, in verità vi dico, che è in arrivo la peggiore pandemìa planetaria che mai si sia vista su questo pianeta. colpirà tutti, indistintamente e l'annunciò anni fa (era il '95/'96) un profeta dei nostri tempi, Roberto Benigni, che già predisse il maiale rincoglionito (e in effetti, un'influenza come quella che si sta millantando dal messico un po' ci assomiglia).
si tratta del terribile ABBACCHIO FROCIO.
non serve mangiarlo, nemmeno entrare in contatto diretto con il famigerato piatto infetto. basta odorarne il profumo che la trasformazione è immediata. dunque, donne, tenete mariti, fratelli, padri e fidanzati in casa, sprangate le finestre, mettete filtri di depurazione all'aria e preparatevi a combattere i malvagi effluvi a colpi di cavolo bollito e cavolfiori al vapore, in attesa che arrivi il nuovo potente antibiotico Bayer a base di soffritto di aglio, porro, ed erbette puzzolone!

Vota questo post

ANGELS IN AMERICA - Quando il teatro ti travolge

di nadiolinda (20/04/2009 - 15:42)

è successo che scrivessi sul teatro.
è per via di un vecchio amore, mai sopito, per la magia della scena. ma poi so benissimo che esiste un mestiere di chi fa i teatro e che ci sono i tempi, i ritmi della produzione, i bilanci, gli appoggi politici, i finanziamenti, la burocrazia e la legge.
in tempi difficili, di tagli, il problema diventa costruire i cartelloni e attirare il pubblico. perché per andare a teatro spesso occorre preparazione, così si dice.
ma questo è vero solo in parte.
se uno spettacolo è ben costruito, se il testo ha qualcosa da dire e la partitura scenica aiuta la comunicazione, allora si va a teatro immersi nella beata ignoranza dello spettatore curioso e se ne esce felici e ben più sapienti.
quello che manca, in effetti, al pubblico di oggi non è la preparazione culturale, ma una soglia di attenzione che vada oltre i tempi del videoclip.
così, gli impresari un po' tonti che riempiono il cartellone per le vecchie carampane tintinnanti di pendagli dorati e per le scolaresche minacciate da tirannici prof, credono di assicurarsi la sala con i soliti autori noti e le solite messinscene che, anche a perderle, non ci si perde granché.
motivo?
non raccontano niente.
chi fa il teatro senza rischiare lo fa, di fatto, senza comunicare.
però se a uno gli piace stare sotto i fari del palco e a qualcuno gli piace guardare e pensare che gli piacerebbe anche a lui fare quello che sta sotto i fari del palco, bhè: saranno poi affari loro. onanisti e guardoni sono coppie parafiliache da sempre esistenti e mai in estinzione. di certo, non si sta qui a giudicare.
molto più utile è invece considerare cosa e come il teatro possa vivere oggi.
e soprattutto perché.

quella di Brescia è sempre stata una stagione indecisa. un po' di classici pallosi, qualche produzione montata per mantenere la nomea di teatro stabile, sorprese di tanto in tanto e, tutto sommato, il merito di farmi fare un abbonamento ogni anno (nella versione posto a rotazione, pago un po' di più però scelgo io cosa vedere) negli ultimi dodici anni.
quest'anno ero delusa perché mi sono fatta delle dormite colossali e questo non è da me.
lo sono stata ancora di più quando all'apertura del sipario la scenografia era grandiosa e gli spunti iniziali erano incoraggianti.

 


e poi, come ieri, arriva il tana-libera-tutti.
ANGELS IN AMERICA, regia di Elio de Capitani (nel cast) e Ferdinando Bruni.
un incontro casuale e una chiacchierata con Bruni, anni fa, mi hanno fatto scegliere di abbandonare il palcoscenico.
forse non avevo abbastanza talento, forse le sue parole sono state determinanti.
poco importa, visto che lui non si ricorderà e io ormai la mia scelta l'ho fatta.
ci sono andata così, ignorante e un po' disillusa. e lo spettacolo mi ha travolto. l'energia della scena, la bravura degli attori, la rivisitazione del testo, la potenza dei video e delle musiche: tutti i premi ricevuti non sono abbastanza.
lo spettacolo è roboante.
il lavoro è di tutta la squadra del teatro, anche dei tecnici nascosti.
le ragioni per andare a vederlo sono tantissime. perché in questo testo ci sono tutti i temi della fine millennio, attraverso cui si può rileggere il nostro male sociale da post 11 settembre.

a questo link godetevi il trailer.
poi cercate la data più vicina a voi, non perdetevelo!
perché il teatro è un happening esclusivo e se non ci siete è tutto perduto.

Vota questo post