di come i buoni propositi se ne vanno allegramente a puttane
ieri sera ero piena di buoni propositi.
primo: stirare.
le single fanno anche quello e in fondo a me non dispiace poi tanto.
però stirare è troppo da casalinga putta e allora di solito ci unisco qualcosa di culturale.
inizio con l'ultimo TG della sera. la prima cosa che sento è che i
nostri nella loro Versaille romana stanno discutendo della legge sul
testamento biologico.
oddio…discutere è una parola grossa…
insomma, sento che è condiviso un punto di vista, cioè che questa legge
schifosa e immorale che si permette di decidere al posto del singolo
del suo diritto a rimanere in vita insieme al benjamin e al cactus in
salotto ab aeternum o almeno finché il corpo non va a muffa (che non è
la muffa nobile dell'uva che serve per il passito ma è più la muffa
delle cripte vescovili o di quelle dei conventi con i cadaverini dei
figli illeciti delle suore) è una legge buona e giusta perché è
necessario sollevare il paese da un peso morale come quello a cui ci
siamo trovati di fronte col 'caso Eluana'.
insomma: lo fanno per noi.
ci tolgono il peso di pensare, la preoccupazione di prendere coscienza,
la dignità di essere persone che ragionano di etica, di diritti, di
moralità.
ci tolgono il peso di essere divisi su qualcosa di importante.
come direbbe fantozzi: …come sono buoni loro!
mi chiedo come ho potuto vivere fino ad ora discutendo animatamente con
altre persone di opinioni pesanti. e anche mi chiedo come abbia potuto
fino ad ora continuare ad avere stima di atri che pur hanno pareri
molto distanti dai miei …incredibile…
bhé, comunque, da oggi pare non sarà più un problema mio …sì, perché
l'idea di confrontarsi su temi importanti è un problema, una
preoccupazione, un inutile stress sociale…
accantono il TG e il mio primo buon proposito.
passo al secondo: Santoro e un po' di dibattito sul lavoro, in Italia e
in Europa. prima inquadratura: paperino Tremonti che fa lezione a un
ragazzo che sta perdendo il lavoro e gli dice che è colpa della
globalizzazione perché ha stravolto il mondo in meno di ventanni, che è
un tempo troppo breve.
io lo guardo col ferro in mano e vorrei averlo davanti a portata di vapore.
penso a tutti i soldi che prende, agli aumenti che insieme ai suoi
colleghi della versailles romana si danno ciclicamente come premio
morale per essere così bravi a incularsi i cittadini mantenendoli
docili, penso che tra un po' lanceranno la campagna: 'sei un politico
col culo quadrato? adotta anche tu un disoccupato' e si faranno
fotografare in stile pietista con il loro disoccupato al guinzaglio,
felice e fedele.
guardo Tremonti dibattere con un sindacalista scaldapoltrone a caso che
parla di dazi in europa per proteggere il lavoro e penso al casino di
alitalia e agli stipendi dei cassaintegrati e a quelli dei sindacalisti
e mi viene una nausea così forte che per non vomitare sull'asse da
stiro, spengo. io al mio bucato ci tengo!
fine indecorosa del secondo buon proposito che si discioglie in un rutto liberatorio.
allora punto su un film da oscar in dvd che ancora non ho visto.
…però su Italia1 davano Dirty Dancing…
non resisto al richiamo di 'time of my life' e 'she's like the wind'.
miseramente, mi arrendo alla nostalgia dei miei teen movies che, se
devo essere onesta, non sono migliori di quelli che ci sono oggi. e
anzi: permettetemi di osservare che il patrick bacia da schifo, anche
se rimane un toro da competizione.
e insomma, pentita del mio abbandono in massa di buoni propositi,
stamattina ascolto radio24 mentre mi faccio il bidet e mi preparo
genericamente per diventare produttiva con il mio ruolo nel mondo. ed
ecco che giuliano ferrara mi racconta la storia del povero dirigente
Rai che un giorno si trovò crocifisso dai magistrati cattivoni che
pubblicarono le sue intercettazioni innocenti eppur travisate…
…
…
…
…no, ragazzi, proprio non ce la fo…mi arrendo! è una congiura!
grazie silvio!
la cosa migliore che ha fatto per me berlusconi da quando è in politica è che mi ha permesso di inserirmi con competenza in molti dibattiti. per la prima volta, nella mia vita, ho la sensazione di capirci davvero qualcosa.
ed è così, giuro.
fare politica in modo berlusconiano non è difficile.
basta avere presente alcune semplici norme.
regola 1: la politica è come una partita di calcio. destra e sinistra sono solo due squadre, ma poi il gioco è lo stesso, le regole sono poche (e si possono ridiscutere ab aeternum in moviola), lo scopo comune a tutti i giocatori che siccome prendono una quantità folle di soldi se ne fregano comunque di come andrà la partita. i cittadini devono solo scegliere per chi tifare; a loro non spetta nessun altro ruolo se non quello di pubblico passivo. e pagante.
regola 2: se i soldi non sono miei, posso farci quello che voglio. così, ad esempio, con i soldi dati alla libia per non si è capito bene cosa, i libici si sono comprati unicredit che si è comprata la mia banca che adesso sta comprando i tremonti-bond ma forse li passa in austria. è bello. è come un domino in cui non sai mai dove cadono le tessere ma sai che cadono in ogni direzione e, sostanzialmente, un po' alla cazzo.
regola 3: il senso della vita è racchiuso in due parole: shopping & fucking. questo a qualunque costo. sull'uso indiscriminato e la svalutazione della figa secondo il premier, sorvolerò. mi limiterò a dire che, per avvalorare l'idea che l'economia italiana sta bene e che, dunque, possiamo indebitarci ancora, ogni volta che si muove o incontra qualcuno promette soldi e stringe accordi con gran sorrisi. lo ha fatto con alitalia, che ha svenduto combinando un macello in cui nessuno capisce più niente. però secondo lui 'è salva'. da chi e da cosa non si è capito. lo ha fatto ieri con la francia in cui -mi pare- ha raggiunto il massimo della creatività. ovvero: siccome non si investe da anni nella ricerca i nostri tecnici sono emigrati all'estero. allora ieri berlusconi ha comprato il know-how dei tecnici francesi (che sono italiani) sul nucleare per costruire delle fantomatiche centrali che quando saranno pronte saranno già vecchie. i tecnici francesi (che sono italiani) infatti utilizzeranno i nostri soldi per accelerare le ricerche sui reattori di quarta generazione che dovrebbero ridurre quasi a zero la produzione di scorie e che saranno destinati alla francia.
e comunque, rimane il problema dei soldi: chi paga per la costruzione delle centrali?
e la seconda grande domanda: ma ci servono davvero o si poteva investire nelle energie rinnovabili, pulite e meno costose? ecco, qui arriva la prossima regola che è…
regola 4: l'unica filosofia che si può applicare in politica è quella dell'uomo del bar. così, la risposta al nucleare è: ma tanto ci sono le centrali vicino ai confini! giusto, non fa una piega. è come dire che se io abito vicino a una porcilaia posso anche evitare di pulirmi il culo quando cago perché tanto puzzo di merda lo stesso. preciso.
regola 5: esiste un'italia sana (milano con il nord intorno) e un'italia spazzatura. della seconda è sufficiente non parlare. della prima si può dire che va sempre tutto bene.
regola 6: la gente è stufa di cose serie. in politica ci vuole creatività, fantasia e tanta tanta tanta simpatia.
regola 7: i veri valori di un uomo sono: la volgarità, il bullismo, l'amoralità, l'ignoranza e il malgusto. se hai questi, allora puoi fare i soldi. se hai i soldi, allora puoi fare davvero quello che ti pare.
regola 8: la dittatura è un concetto relativo e il dispotismo è solo un fraintedimento della monarchia illuminata. per dirla alla celentano, la democrazia è lenta, il premierato assoluto nella versione iosonoioevoinonsieteuncazz
regola 9: quando la violenza non è più controllabile nei posti chiusi, basta liberare i serragli e mandare in giro per le strade in divisa i più violenti e molesti. ogni altro tipo di intervento a monte è inutilmente dispendioso e impopolare.
regola 10: come per il marketing, anche in politica non contano i contenuti bensì l'immagine e il nome. ovvero: le parole sono solo parole.
e infine la regola di tutte le regole: in verità, in verità vi dico che se andate in chiesa tutte le domeniche e fate la comunione, potete fare davvero tutto quello che vi pare e sarete comunque persone rispettabili.
il fake delle ronde
parliamone, di queste ronde.
no, perché qui ogni tanto si fanno i proclami e pare che tutto andrà a posto. cos'è che scriveva vespa?? ah, si: il cavaliere cambia davvero le cose perchè lui vuole. amen.
…sticazzi.
l'estate in cui pianto l'ingegnere fissato con lo squadrismo da moto che gira in divisa per le strade coi suoi amichetti bulli e col cazzo moscio, mi salta in mente di fare la volontaria. cerco un po' in rete, vado all'informagiovani e mi capita sott'occhio una'ssociazione che sta a palau, in sardegna. mi dico che è una figata. così li contatto per fare da sostegno a una ragazzina su una sedia a rotelle. devo farle compagnia, portarla al mare, farle il bagno insieme a un'assistente di ruolo sul posto.
quando arrivo, scopro la realtà: questa associazione è nata perché quelli che ci sono dentro hanno litigato con quelli che c'erano già sul posto. così, hanno fondato un'associazione, fanno sevizio con l'ambulanza e hanno una divisa con un logo tutto loro. peccato che non sappiano fare pronto soccorso e il primo giorno che sono lì un ragazzo che ha un incidente d'auto viene soccorso male e muore nel trasporto. dopo di che, siccome sono donna, mi dicono che devo fare le pulizie della sede. per me non sarebbe nemmeno un problema, se le facessimo tutti. e invece scopro che le altre due ragazze che ci sono fanno non so bene cosa con il responsabile e sono esonerate da tutti i turni anche perché passano le loro serate a fotografare vip al billionaire.
così litigo, li accuso di essere dei delinquenti, minaccio denunce e vengo allontanata. protesto e dico che la ragazzina che sono lì per assistere ha bisogno di aiuto per andare al mare e che questo la rende molto felice.
mi si risponde che a nessuno frega niente della ragazzina perché a loro piace l'ambulanza. pare che con la divisa addosso si rimorchino molte più fighe; nessuna di queste handicappate.
quindi, il senso della storia è questo:
ogni cretino che non ha un posto nel mondo sogna di avere una divisa addosso. una divisa ti dà, di fatto, un'identità e un potere. ma non fa di te una persona migliore. a chi crede ancora nell'integrità delle forse dell'ordine, invito a visitare un forum a caso delle forze di polizia, per leggere i commenti.
altra piccola considerazione:
dopo la liberazione, con l'arrivo dei soldati americani, nel sud italia sono nati un sacco di bambini del color del cioccolato. lo racconta una popolarissima Tammurriata Nera napoletana, che forse in molti conosceranno. certo: qualche mamma era consenziente e innamorata. 
quanto a me, quello che mi rende sicura nel tornare a casa è il saluto del proprietario della kebaberia che veglia gentilmente sulla mia incolumità, non certo qualche stronzetto armato di manganello con accesso al mio indirizzo di casa e ai miei dati personali.
la nonna Pierina
ieri è morta la mia super nonna.
94 anni di vita per oltre un quintale di peso.
decisamente, un peso massimo in molti sensi.
la mia nonna era molto malata da tanti anni. da almeno cinque non era più in grado di riconoscermi, per non dire altro. ha collezionato più malattie lei di una guida ai disturbi della terza età. però ha sempre tenuto botta.
un po' perché via via è diventata la nonna-bionica: denti nuovi, apparecchio acustico, bastone per camminare e altri piccoli accessori in sostituzione delle molte parti deteriorate dall'età e dai malesseri.
poi, nell'ultimo periodo, le trasfusioni continue per eliminarle i dolori degli ultimi grossi disturbi l'hanno trasformata in una specie di vampiro: quando si nutriva di sangue umano, stava meglio per un po'. e poi ricascava nelle sue crisi.
quando ancora mi capiva e mi parlava, io la prendevo in giro e ci ridevamo su, che era la nonna-bionica o la nonna-dracula.
e con questo post voglio ricordarla per come era, grossa e buona.
la miglior cuoca di fegato alla veneziana che sia mai comparsa nella provincia di brescia. era così buono che nessuno sapeva resistere e tutti i convitati finivano per collassare piuttosto che lasciare qualcosa nel piatto.
la mia nonna vanta nove gravidanze, di cui sette portate a termine con successo.
era anche dotata di senso dell'umorismo, visto che lei si chiamava pierina e le sue figlie le ha chiamate, nell'ordine: bortolina, orsolina, paolina, pierina teresina e …agnese.
la mia nonna era una cattolica fanatica, ma quando ha sentito questo papa parlare per la prima volta ha commentato: «questo qui non mi piace neanche un po'».
la mia nonna era una senza peli sulla lingua e con quello che mi ha raccontato, dieci anni fa, in un pomeriggio in cui faceva così caldo che ci siamo fatte venire il mal di pancia a furia di mangiare granite al limone gelate, tutte le cose che le mie zie negherebbero fino alla morte. ovvero che, anche se ora fanno tanto le santarelline, in gioventù si sono divertite molto più di me che in famiglia sono considerata la poco di buono.
e insomma, ieri la nonna si è addormentata e non si sveglia più.
poco male, perché domenica in un raro momento di lucidità è riuscita a rimproverare i figli che discutevano e litigavano e si affannavano a dispensare consigli medici e pareri infermieristici: «ma perché vi affannate tanto? non vedete che non c'è più niente da fare? io sono stanca».
e il giorno dopo, cocciuta come sempre, ha fatto quello che voleva e si è addormentata.
rimaniamo noi, che la ricordiamo ognuno a modo suo e che adesso ci tocca rimpiangerla, la nonna pierina. che le donne così, quando se ne vanno, lasciano davvero il vuoto.
sottovuoto
esusta delle chiacchiere, eluana è morta.
diciassette anni sono un'agonia da guinnes.
rimane in sospeso il grande interrogativo: se davvero esiste un dio così grande e buono che l'aspirazione di ogni buon cristiano è stargli vicino in eterno, perchè il clero e tutto il pecorame cattolico continuava a inorridire all'idea della morte di un'ammalata irrecuperabile?
…mah.
un nuovo dogma da inserire nel prossimo concilio vaticano. dopo l'infallibilità del papa, il concepimento da vergine della madonna, la resurrezione col corpo e l'esistenza dello spirito santo [su cui ogni cristiano glissa con abili acrobazie poiché nessuno ha mai saputo spiegargli cos'è], ci sarà anche il dogma dell'aspirazione all'eternità senza dipartita.
ovvero: morire è brutto, andare da dio è bello.
o anche: finché muore cristo siamo tutti contenti, ma che poi non tocchi a noi che se no ci caghiamo sotto.
bene.
eluana è morta.
io odio sempre di più la chiesa cattolica e scrivo queste righe aspettandomi una meritata scomunica che appenderò in salotto sopra il divano.
su Facebook, regno del vogliamoci tutti bene e oh, come siamo belli e come siamo buoni, ho fatto un paio di memorabili litigate -con annesse espulsioni senza rimpianto- di tutti quelli che mi hanno scritto: esistono anche dei preti buoni.
…e chi se ne frega.
a quanto ne so io, i preti intelligenti si sono sbattezzati pure loro. tutti gli altri, per quanto mi riguarda, giocano nella squadra avversaria dello stato laico. non sono tipo da schieramenti, ma ogni tanto sì.
e insomma, eluana è morta.
che vergogna quello che succede prima e dopo. che schifo.
se qualcuno crede che dimenticheremo, si sbaglia di grosso.
da donna, sono rimasta disgustata dalle parole di un presidente del consiglio che non ha rispetto della sua carica ancor meno che delle donne e che osa dire 'salviamola perché può procreare'.
che schifo.
un premier che pensa che le donne sono, all'occorrenza, contenitori dove svuotare le palle o infilare un feto.
ecco cosa penso: con l'arrivo dei soldati e dello stato di polizia, ogni testa di cazzo guidata dal suo uccello verrà arruolato con la scusa di fare ordine per le città. avrà possibilità di pedinare le 'belle ragazze italiane', di proteggerle e di aiutarle a procreare, anche contro la loro volontà. non sarà violenza, no no: sarà sostegno allo stato, perfettamente legalizzato. nel frattempo, la battaglia antiabortista vincerà a colpi di fiducia e un nuovo decreto legge con immediata entrata in vigore eleggerà le donne a uteri ambulanti e condannerà lo spaccio di contraccettivi.
naturalmente, una clausola esonerà i politici e le loro numerose famiglie ufficiali e i concubinati. alle coppie italiane sterili continuerà ad essere negato il diritto a una gravidanza assistita, ma verrà dato il permesso di recarsi nei campi di accoglienza per prelevare, come al canile, bambini immigrati da allevare in famiglia italiana e far diventare a tutti gli effetti nuovi cittadini. la previsione di crescita demografica salirà in un anno ai massimi storici e al prossimo turno dell'italia alla presidenza dell'europa, il premier (ormai a vita, come il papa) annuncerà con orgoglio che come scopano gli italiani non scopa nessuno, visti i risultati.

ecco.
eluana è morta.
mi viene da pensarla come socrate che, bevendo la cicuta, ebbe a dire: «io vado a morire, voi a vivere. chi dei due abbia miglior sorte, non ci è dato di saperlo».
ma mi fa piacere postare qui il breve comunicato dell'UDI - Unione Donne in Italia, riguardo alle schifose parole del premier.
caro Berlusconi, le donne d'Italia, tutte insieme, la disprezzano profondamente, lei e quel becero clero maschilista, ipocrita, reazionario e spietato.
non dimenticheremo, non si preoccupi.
« Evocare il corpo fertile di Eluana da parte del Presidente del Consiglio per dare consistenza alla proprie parole e per rafforzare nell'opinione pubblica l'idea che quel corpo è vivo e vitale, ci dice che egli sa come si usano le immagini - vere virtuali simboliche - per comunicare. Ma le sue parole si ripercuotono violentemente su di noi donne perché rimandano ad una esperienza che conosciamo: possiamo restare incinte contro la nostra volontà, o in assenza di essa, solo per un atto di violenza. Se a Berlusconi viene in mente questo esempio, è perché una donna può essere ancora rappresentata come un contenitore, e colpisce quanto egli sia in sintonia con il peggiore immaginario maschile che si racconta la donna come passiva, inerme, incosciente...Indigna che Berlusconi usi questa immagine per dire che un corpo è vivo e vitale; indigna che usi una donna per legittimare la presentazione di una legge che priva tutti, uomini e donne, della sovranità».
waiting for berlusking

- oh.
- eh.
- ma tu sei per la vita o contro la vita?
- eh, che domanda difficile. non si potrebbe mica averci prima almeno una tazza di caffè?
- poche storie. walter ha detto che la politica e lo stato non devono interessarsi a queste questioni. quindi, come al solito, tocca occuparcene noi.
- senti, ma quanto prende il walter per dire che non deve occuparsi di queste cose? non potremmo fargli almeno pulire il cesso, così fa qualcosa?
- mah, magari sì. domani ha detto che non va a votare. dunque ha la mattina libera. direi che può tranquillamente pulire i vetri e magari iniziare pure a stirare il bucato della settimana.
- non fargli stirare le camice, che la destra la liscia benissimo, ma la sinistra la stropiccia tutta.
- azz, c'hai ragione. che incapace. manco buono a stirare… e tutti quei soldi… non mi ci far pensare…
- è uscita la graduatoria sul Sole24Ore per gli stipendi delle colf. non è ora di adeguarlo alla categoria più bassa? non sa fare nulla, non sa fare.
- dai, lo sai che tiene famiglia. e poi se gli dici che non sa fare niente, piange.
- senti, però ancora non mi hai risposto. ma tu sei per la vita o contro la vita?
- dipende.
- da che?
- bhè, dipende.
- ma sì. da che?
- dal tasso d'interesse.
- …
- e dalla maxi rata finale. quella è sempre una fregatura. ma ho sentito dire che se dico che sono per la vita, tremonti mi dà gli ecoincentivi per farmi rottamare prima.
- … vabbé, dai. sentiamo il walter: domattina che non è in aula andiamo in giro a fighe, che è meglio.
la lezione del tango
un'apparizione sulla TV nazionale fa molto di più di cinquanta presentazioni di successo. per chi avesse dei dubbi, ora può tranquillamente zittirli.
la TV, come ogni media unilaterale, ha il potere si raggiungere chiunque. e quando dico chiunque, intendo proprio tutti. anche quelli che di cui ignori l'esistenza e che, però, improvvisamente hanno voglia di entrare in contatto con te.
niente di male, anzi.
per fortuna, devo dire che le persone galanti e cortesi sono state molte di più degli idioti. questa è stata una sorpresa, visto che ho parlato di giocattoli sessuali e poco altro.
ma di altro volevo parlare.
una domanda mi viene spesso fatta e che, più o meno, suona così: «ma a parlare sempre di sesso non ti stufi?»
e alle volte si presenta nella variante ipocrita e falsamente pietista del: «poverina, a parlarne sempre non lo farai mai».
se mi gira storta, abbozzo e faccio finta di niente.
se voglio confutare, di solito, utilizzo l'esempio del cibo. dico che l'Italia è una nazione ossessionata dal cibo e dalla cucina: libri, trasmissioni, radio, canali dedicati, riviste. le conversazioni degli italiani sono ipocaloriche e unte di burro. non per questo siamo un paese di grissini. a dire il vero, nemmeno un paese di grandi obesi. direi che il fatto di parlare osessivamente di cibo influisce solo parzialmente sui nostri costumi e sulle nostre abitudini alimentari.
e questo, se uno ci pensa, vale un po' per tutto.
oggi piove.
spulciando nell'armadio, ho ritrovato le mie vecchie scarpe di sala da tango che avevo fatto risuolare per usarle anche nella vita vera, visto che non ballavo praticamente più.
nell'infilarle, a scapito del tempo assolutamente inadatto, mi è tornata in mente la lezione del mio maestro di tango, che ho voglia di raccontarvi. e poi fatevene quello che vi pare.
quando sono entrata in sala, come tutti, la mia domanda era: come si fa.
volevo i dettagli tecnici: dove vanno le mani, quali sono i passi, come si conduce, come si gestisce il peso, quali sono i dettagli delle figure.
eravamo tutti così, tecnicamente frenetici e formalmente ansiogeni.
il maestro ci ha dato la risposta che volevamo. da manuale:
fronte all'altro, la mano destra di chi guida sulla scapola sinistra di
chi segue, la mano sinistra di chi guida contiene la mano destra di chi
segue. La mano sinistra di chi segue si poggia sul bicipite destro o
sulla scapola destra di chi guida. I gomiti di entrambi sono rivolti
verso il basso. Valgono le stesse regole di postura viste per gli
esercizi svolti finora: testa alta, schiena dritta, gambe rilassate,
piedi uniti.
poi, quando eravamo pronti, ci ha fatto fermare.
« per ballare il tango basta una mano » ha detto, indicando la presa che ciascuno dei due ballerini ha dietro la schiena del compagno, all'altezza della scapola.
« questa presa è quella che vi tiene uniti, che vi dà sicurezza. il significato profondo del tango non sta in una tecnica perfetta, ma in una profonda fiducia. il senso di questa presa è semplice come la passione: siccome mi fido di te, lascio che tu mi tocchi il cuore. ricordatevelo sempre ».

la lezione del tango me la ricordano le mie scarpe, quando la testa rischia di dimenticarsi che esiste sempre almeno una seconda risposta ad ogni domanda; a volte più semplice, ma non per questo meno impegnativa.
ruttolinda si fa domande
inizio con lo scusarmi se ho tralasciato un po' il blog, in queste settimane.
mi avete scritto in tanti, grazie, è stata una manifestazione d'affetto che ho apprezzato assai.
ma la verità è che nella vita ci sono molti momenti. io sono per il bipolarismo e per l'attenzione selettiva: non si possono fare più cose contemporaneamente con lo stesso impegno. nel mio caso, o vivo o scrivo.
ecco che succede in queste settimane.
c'è sempre il momento in cui certe domande è necessario farsele.
meglio: per chi vive con ingenuità e ignora che ogni momento si fanno delle scelte e che ogni scelta è l'inizio di una strada a senso unico, ogni istante è spensierato, il rimpianto è un valido compagno di viaggio e le giustificazioni fantasiose e salvifiche non si contano mai abbastanza.
ma se la vita l'affronti come si fa con i play-books, sai che tutto dipende esclusivamente da te. dunque, niente scuse, niente giustificazioni, niente rimpianti.
un po' di sana analisi di coscienza, insomma, che non guasta mai ma scarseggia parecchio. 
allora, sabato è stato il momento di una domanda grossa grossa, che mi girava nello stomaco da un po'. e come i rutti in fase di definizione, anche gli smottamenti nello stomaco non hanno forma fincheé non diventano o un boato alitoso o una domanda ben delineata.
sabato mi sono addormentata con lo stomaco che sobbolliva.
dodici ore ho dormito, e ancora non mi bastava.
il corpo esausto, la mente in bomba, il piede tatuato di fresco che pulsava e rimaneva indeciso se rintanarsi al caldo del piumone o uscire a cercare sollievo nel fresco della notte.
dodici ore ho dormito perché avevo bisogno di rimanere incosciente.
ogni tanto mi capita di aver voglia di infilarmi un cacciavite nell'orecchio, per cercare se da qualche parte, nel cervello, esiste un interruttore che mi faccia spegnere i pensieri. ma poi non so mai quale emisfero scegliere e allora mi arrendo e mi accontento di dormire.
dodici ore nell'incoscienza, per fermare ogni attività e permettere allo stomaco di ruttare la domanda giusta.
la mattina nevicava e io avevo uno stage di danza, l'ultima giornata in teatro a muovere il corpo improvvisando senza musica. non mi sono mai chiesta come si fa a ballare senza musica. me l'ha chiesto una persona, anni fa. ma non era un buona domanda perché già avevo la risposta: si fa e basta.
non è la musica che ti fa ballare: è il corpo cosciente della sua qualità di movimento.
e questo lo so.
la mattina non volevo alzarmi, ma gli organi interni non si mettono in moto senza un'iniziativa della volontà cosciente. tutte le discipline orientali consigliano sotto le coperte la posizione del gatto per attivare le funzioni vitali con un segnale inequivocabile: una sonora scoreggia.
e ricordo una storia che la mia mamma mi raccontava, sulla lotta per il comando degli organi del corpo, in cui uno alla volta sciopera per dimostrare la sua necessità. e alla fine, quando sciopera il buco del culo tutti si arredono: è lui che comanda.
ma la mia domanda non è una scoreggia, è un rutto che arriva dallo stomaco e ancora non si muove.
così mi alzo, medico il piede tatuato, infilo la tuta a strati e salgo in auto sotto la neve. in retro, percorro il vicolo e mi fermo davanti al caffè dove si incontrano gli abitanti della città vecchia, qualcuno vecchio nel corpo, qualcuno nella testa. riconosco le puttane e i transessuali che battono sotto casa. sono quelli che mi tengono d'occhio l'auto quando la lascio in divieto, che comprano le medicine alle signore anziane che vivono da sole, che ti raccontano i movimenti degli spacciatori e le vie che è meglio evitare, che fanno la vita sana di queste strade.
è domenica, penso, faranno colazione dopo la serata di lavoro.
e mentre finisco la manovra, si avvicinano le mie due pereferite, perché ormai siamo in confidenza e ci salutiamo sempre e loro leggono le mie rubriche e le commentano e mi chiedono se sono vere…
mi fermano le mie puttane di fiducia e mi dicono che mi hanno visto in TV. vogliono che mi fermi con le amiche e allora parcheggio in divieto e bevo un caffè al banco, perché ho fretta e non ho ancora fatto il mio rutto liberatorio. mi raccontano veloci del sabato sera e poi mi dicono cose come 'teh, ma Costanzo com'è dal vivo?' o 'ma la Mosetti s'è rifatta, neh?' e ancora 'ma Papi…che simpatico che è. vero che è simpatico, vero?'.
io non so rispondere, naturalmente.
anche questa la so: la televisione sembra un mondo e invece è irreale, non esiste. chi la popola sono personaggi che non sono più veri e meno drammatici di quelli pirandelliani, come loro perennemente in cerca di autori che gli mettano in bocca parole e gli facciano fare azioni.
e so anche un'altra cosa: non mi interessa. le persone mi piacciono sempre più dei personaggi e la tv è uno spazio così stretto che ci si respira a fatica.
e poi la mia trans siliconata di 52 anni mi dice con voce baritonale:
'certo che sei bella sciolta, eh?!'
…puff. rido. di gusto. per la prima volta dopo giorni. il caffé mi sale su per il naso e mi torna una gran voglia di uscire, di scrivere, di vedere gli amici. lo stomaco si ferma e dimentico la domanda in sospeso.
è bastato un momento di leggerezza e tutto è andato a posto.
alle volte, c'è una domanda che non bisogna farsi, perché se no poi le cose diventano davvero troppo complicate.
e mica ne vale sempre la pena, neh?!



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