progetti di vita da prendere in considerazione
esiste un uomo che ha immortalato la sua vita con le polaroid, scattando un immagine per ogni giorno che ha vissuto, fino a quello in cui è morto di cancro.
un riassunto della sua vita lo trovate qui.
la tecnologia fa parte della nostra vita.
è lei la nostra vera "terza gamba" senza la quale esistere ogni giorno sarebbe essenzialmente impossibile.
più valida della forza fisica, più considerata del cuore, più affidabile della nostra stessa memoria, la tecnologia è il supporto che ci regala il senso dell'immortalità e anche della capacità di poter sempre superare i limiti fisici che il corpo c'impone.
essere tecnologici è uno stato, una forma di esistenza.
non essere tecnologici significa relegarsi a uno stato di sostanziale inferiorità. chi non utilizza la tecnologia nelle sue forme ed estensioni è il vero emarginato di quest'epoca: gli anziani, le persone con un livello di cultura informatica irrilevante se non del tutto assente, chi non ha accesso alla rete, chi non ha i mezzi base per acquisire strumentazioni.
l'altra faccia della medaglia è che non possiamo più fare a meno di inserire un filtro tra noi e la realtà. tutto quello che ci succede, lo immortaliamo con video o fotografie. le parole sono di preferenza scritte con gli sms e le chat invece che essere pronunciate di persona. spesso la scelta di un avatar -ossia di un io virtuale- è fondamentale per presentarsi agli altri. le mail prendono il posto delle lettere. gli emoticon sostituiscono le espressioni facciali. gli mms sostituiscono la condivisione di un momento.
la negazione dell'irrepetibilità è l'ansia dell'era moderna, impegnata a tentare di catturare in continuazione momenti per ripeterli all'infinito, augurandosi che siano momenti gioiosi.
e, di fatto, condannandosi all'impossibilità di viverli davvero.
io la penso facile

quando i democratici hanno presentato i loro candidati, mi sono sentita in colpa. ho pensato: ma guarda un po'. questi puntano tutto sulla novità e ti fanno scegliere: o il nero o la donna. come sono americani...
poi mi sono sentita in colpa, perché tutto il mondo ha analizzato e riveduto tutta la campagna delle primarie sotto molti aspetti importantissimi, come l'esperienza, la credibilità, il programma, la distribuzione dell'elettorato sul territorio, i background dei singoli candidati, il loro charme, la squadra scelta e l'abbinamento degli accessori durante le convention che spostava, inesorabilmente, l'ago della bilancia preferenziale.

poi ha vinto obama e nella striscia "otto e mezzo" su La7 erano tutti d'accordo: tra il nero e la donna, gli americani hanno comunque preferito lui perché è uomo. mi è venuto da pensare che la politica, in fondo, è una cosa molto semplice perché la maggior parte della persone la pensano ancora più semplice di me.
le primarie USA mi hanno molto appassionato perché pensavo che fosse possibile, in qualche parte del mondo, che una donna non bella e non troppo simpatica ma sicuramente in gamba potesse diventare presidente. che la gente desse fiducia a una donna, per una volta. e invece non è successo neanche lì. il sogno americano è una sòla.e anche questo lo sapevo già.



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