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il senso della vergogna

di nadiolinda (24/09/2007 - 15:38)

in questi giorni si parla tanto tanto di grillo e della sua demagogia populista che però è -così pare- l'unica in grado di smuovere un po' le coscienze e ridare stimolo all'italia ricattata da destra e sinistra che costano tanto e non valgono un cazzo.


allora, grillo fa le sue iniziative e lo fa con un movimento di piazza che si trasforma in documenti ufficiali.
io guardo la piazza, prima da davanti la loggia chè ho fatto anch'io corteo e ho firmato e poi anche da davanti la tv, e penso che assomigliamo sempre di più al sudamerica.
poi penso anche che oltre ai corridoi dei palazzi romani, ci vorrebbero montagne di documenti che ricordassero ai nostri politici, che ormai da anni vivono a versailles e non in una città italiana qualunnque come tutti noi comuni mortali, che esiste il senso della decenza e della vergogna.
la mia proposta è molto concreta: piccoli post-it con pre-stampate frasi che ricordino ai politici che i loro priviliegi non glieli concede nessuno e che possano essere attaccate da chiunque lo desideri su auto blu parcheggiate in divieto di sosta, sedi di partito sempre vuote, macchine di rappresentanti nei parcheggi per handicappati fuori da ristoranti dove non hanno pagato, domande di priorità per visite specialistiche con allegati tesserini di partito, auto delle mogli che si sentono tutte first lady, e cose così.
ho in mente un po' di frasi, tipo:

QUESTA AUTO TE LA PAGO IO
RICORDATI CHE SEI UN MIO DIPENDENTE PRECARIO
IO NON TI AVREI MAI ELETTO
NON HAI IL SENSO DELLA VERGOGNA
LA VERITA' E' CHE NON CONTI UN CAZZO
NON SEI UNA FIRST LADY. SEI SOLO UNA CHE LA DA A UN MIO DIPENDENTE


ogni biglietto è firmato: un cittadino italiano.

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la classe non è piscio

di nadiolinda (24/09/2007 - 15:36)


ieri ero a verona e mi scappava la pipì.
sono andata a prendere un caffé in un locale super elegante, minimal, iper-fashion.
il bagno era anche più bello del locale, con la luce rossa, le pareti rosse, lo specchio largo e il wenge.
allora, io entro, chiudo la porta a scomparsa, mi siedo sulla maiolica bianca e faccio le cose mie.
e mentre sono lì, nel pieno momento della beatitudine e dello svuotamento di ogni pensiero e di ogni fluido in eccesso, alzo gli occhi e leggo:

SE HAI LA FIGA NON PAGHI MAI

come a dire che anche un posto di classe ha bisogno del tocco di un gentleman per essere davvero di classe.

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