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ohi ohi ohi

di nadiolinda (01/12/2010 - 16:37)

che pessima blogger sono…
vabbè.
a mia discolpa, farò un po' il punto su quello che sta succedendo nella vita reale. e che non si dica che me ne sto con le mani in mano.

1. prosegue fino all'8 marzo 2011 l'iniziativa benefica de LA PESSIMA MADRE. noi autrici siamo sempre in giro, dovunque qualcuno ci chiami e abbia voglia di parlare di donne, di maternità, di tutela della salute, di problematiche morali e materiali. e anche di quello che è ormai ufficialmente definitito un gendercidio di massa, pur nella sommaria indifferenza globale.

2. prosegue sempre più intensamente la mia collaborazione con Grazia e i lettori si fanno sempre più affezionati e anche coinvolti. grande soddisfazione!

3. è uscito per BCDe il manuale che ho scritto con Arianna Chieli, OBIETTIVO: MASCHIO! - Primo manuale per cacciatrici metropolitane. con Pinko, stiamo preparando un tour dedicato alla seduzione che toccherà Milano (14/dic), Roma (15/dic) e Napoli (16/dic) nelle boutique del brand. non potete mancare!

4. è in onda la mia rubrica per la nuova edizione di Loveline, condotta dalla spumeggiante Angela Rafanelli. la rubrica si chiama HOT SEX* e la potete trovare in archivio on line a questo link.




…e mentre facevo queste cose, ho dato un piccolo restyle al mio sito web (con un colpo al cuore nell'abbandonare il bellissimo sito progettato e realizzato dal duo ROKOX.
rimane, per gentile concessione, il bellissimo pezzo di Rokton Lo faccio per te che mi piace sempre da impazzire. chissà: forse l'ha fatto anche un po' per me…

ho anche cambiato il layout del blog: spero vi garbi. un po' più… non saprei… pulito.
sarà che fuori nevica, sarà che ogni tanto bisogna fare il repulisti anche nella propria vita virtuale.

ah: sto anche correggendo le bozze di un libro che sarà in uscita a inizio 2011 e che raccoglie quattro anni di posta del cuore. e ho finalmente consegnato il romanzo a cui lavoro da ormai tre anni, con l'aiuto e il supporto del prezioso Tomaso.

ecco. più o meno mi pare tutto.
non è molto lo so; ma è già qualcosa.
buona vita anche a voi!


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il dito e il calippo

di nadiolinda (29/07/2010 - 11:38)

ovvero: la parabola della coatta e della luna



due parole solo sul tormentone dell'estate italiana 2010, la più calda politicamente dai tempi di tangentopoli, la più rovente dal punto di vista economico dato che il tracollo in stile grecia è appena dietro lo svincolo autostradale, la più delicata dal punto di vista morale dato che il bavaglio all'informazione (quella non animata da disvalori quali la faziosità, la prepotenza, l'abuso di potere, l'omertà connivente) trasformerà presto il nostro paese in un regime putiniano, con anne stepanovne politkovskaje fatte sparire e relegate all'oblio mediatico e piccole cecenie che saranno territorio di nessuno per mano di qualcuno, da Palermo a Milano, da Andrate a L'Aquila.
due parole solo sul tormentone del calipo e della bira di due ragazze che col caldo, come chiunque non abbia un disturbo fisiologico della sudorazione, stanno a fà la colla.
due parole sui giornalisti che si rimpallano la notizia inesistente, sugli stimati (da chi?) registi del cinema italiano che richiamano dal mondo dei morti perfino Pasolini quale nume tutelare.
due parole su chi cerca disperatamente qualcosa da dire quando ci sarebbe fin troppo di cui parlare.

il pubblico che guarda e ride non ha bisogno di filosofia perché di quelle due ha già capito tutto quello che doveva da una prima occhiata: minorenni, carine, quasi analfabete. nessuna lode, nessuna infamia, due tra tante.
l'ennesimo giornalista che le intervista e cerca a forza di cavargli fuori un sogno di futuro si risparmi pure la fatica: non succederà.



intanto che in quest'estate di aria puteolente i media cercano disperatamente di attaccarci a forza a questa boccata d'aria fresca, galleggiando nel vuoto pneumatico attendiamo che qualcuno smetta di indicarci il calippo e raggiunga le due ragazze di ostia per svelargli che, quella che gli sembra la luna, è solo una coda nei cessi dell'Hollywood o nel privé del The Club a cercare da sniffare per essere più accondiscendenti a rapporti sessuali.

a questo punto, possiamo anche dirlo: the show must go home.
sottotitolo: ve ne dovete annà!

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say *cheese*

di nadiolinda (27/07/2010 - 12:17)

2009-2010: poco più di un anno, una taglia in più.
è un momento così. sono sempre stata piuttosto fighetta sul mio fisico. e photoshopparmi diventa sempre più difficile. perché i videoclip istantanei, i filmatini rapid share stanno prendendo il posto perfino degli scatti digitali. non fai tempo a dire ciak che qualcuno ti ha subito uplodato.
e con l'età che avanza e un po' di panza di circostanza, non mi è più permesso far tanto la ganza.

inutile: non sono mai stata figa.
per quello, ci vuole la genetica.
ma mi sono un po' immozzarellita e questo mi dispiace assai.

però oggi un amico mi ha segnalato questo piccolo aggeggio e non vi nascondo che mi ha risollevato e non di poco l'umore.
si tratta di una fotocamera che porta il mio nome. e mi assomiglia anche di carattere.
come fa una fotocamera ad assomigliare a una persona? bhè, semplice: è stronza. e non assomiglia a una persona qualunque, bensì a me.
la nadia-cam ti fa mettere in posa, ti inquadra, ti mette a fuoco e poi, prima di scattare, ti dice qual è la tua percentuale di figaggine. ad occhi e croce, il 100% è settato su Giselle.
per tutto il resto del mondo, invece, difficilmente si va sopra il 15-20%, dato che perfino i fiorellini della demo illuminati da un raggio radioso riescono a malapena a raggiungere un 87%.



che dire?
la sento già mia.
averla mi renderebbe la bambina grassa e acneica della pubblicità vigorsol, ve la ricordate? è quella che, sulla spiaggia, chiudeva gli occhi desiderando di non essere la più brutta. e, quando li riapriva, tutti sulla spiaggia erano mooooolto più grassi e brufolosi e brutti di lei.

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Nuovi media e diritto alla felicità

di nadiolinda (15/05/2010 - 15:50)

tra marzo e maggio sono spesso chiamata a incontri. anzi, come ieri mi ha detto la giornalista Magda Biglia (che, come spesso mi accade, ho incontrato solo dopo aver imparato a stimarla attraverso la sua presenza virtuale) dato che questi anni sono affetti dalla convegnite, la patologia che spinge ad organizzare convegni e seminari su qualsiasi argomento, tra marzo e maggio sono spesso chiamata come ospite e relatrice ai convegni.
il fatto che io scriva di sesso e di relazioni, la docenza post universitaria in pubblicazione etica su web, la collaborazione con la polizia postale e il fatto che quando parlo non è quasi mai per dire che smalto preferisco o per esprimere la mia devozione allo stiletto, mi colloca in una buona posizione per fare la relatrice tappabuchi.

comunque, tra marzo e maggio sono spesso ospite ai convegni. dato che l'8 marzo si festeggiano le donne e la prima domenica nei paraggi dell'8 maggio quelle che sono anche mamme, i temi sono un po' questi: maternità, pari opportunità, educazione.
e siccome oltre a parlare di web, lo conosco da dentro, ecco che per qualcuno dovrei insegnare ai genitori cosa fare con i propri figli prima che si mettano nei guai in rete.
quello che non posso dire -ma faccio fatica a nascondere- è che non mi piace insegnare. non credo che ci sia nulla da insegnare, soprattutto se viene da me che nel web dissemino primi piani di culo e tette.

e poi insegnare presuppone l'atto di giudicare e quello di sentirsi dalla parte del giusto.
e io non ne sono così sicura.

così, pensando a quello che posso trasmettere (termine che preferisco a insegnare), ho iniziato a proporre un tema che mi ha molto stuzzicato: la ricerca della felicità.



perché, quando si parla di pari opportunità e di rispetto delle persone, al di là del fatto che siano uomini o donne, si parla di un atteggiamento virtuoso e costruttivo che fa parte di una ricerca della felicità, singola e collettiva.
allo stesso tempo, quando si condanna l'utilizzo delle nuove tecnologie, si dimentica quanto queste siano la risposta a richieste specifiche di felicità.
rendersi conto di tutto questo ci rende più empatici e comprensivi.
e fornisce un punto di partenza costruttivo - ben lontano dalle proibizioni e dai divieti, che sono invece un punto di arrivo che coincide col fallimento del dialogo - perché ci ricorda che i nuovi media rispondono a singoli desideri, ma costano la rinuncia a un requisito fondamentale della felicità umana: il contatto.

non si può essere felici se non si condivide la vita, intellettuale e fisica.
il dibattito sulla felicità è attuale ed effervescente.
lascio qui, per le molte donne che si sono fermate e che avrebbero voluto proseguire il dibattito dopo il convegno all'ITG Tartaglia, le slide del mio intervento, ovviamente senza la clip video.

sono naturalmente raggiungibile via mail se volete continuare l'interessante dibattito.
e, mi raccomando: non smettete di perseguire con forza e determinazione il raggiungimento della felicità!

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Confessioni di una presidentessa

di nadiolinda (12/04/2010 - 11:35)

Potete leggere l'originale sul blog Amiche/Nemiche di Sara Balsamo.






Eccomi qui. Presidentessa al seggio numero non-si-può-dire di Brescia. Sopravvissuta all'interminabile svolgersi del ciclo apertura dei seggi - svolgimento delle operazioni di voto - spoglio delle schede. E mai che qualcuno ci desse soddisfazione e le prendesse sul serio queste schede, con tutta la fatica che si fa a spogliarle per bene.

Osservavo in queste giornate l'andirivieni degli elettori in processione dispersa, alla spicciolata, così convinti e determinati nella generale assenza di entusiasmo. E mentre dalla tivvù si resuscitava -come ogni turno- la stanca voglia di un vento di cambiamento, guardavo gli elenchi delle liste con occhio curioso. Calcolatrice alla mano, prima di iniziare il mio ruolo di interprete e garante della volontà di ciascuno espressa nel segreto della cabina con la stessa segreta liberazione che sente ognuno di noi a scoreggiare al sicuro da sguardi inquisitori, ho passato il tempo a verificare cosa potevano portarci di nuovo queste elezioni. Una cosa c'è stata: niente Alleanza Nazionale. Vuoi vedere che il trambusto delle liste era organizzato di proposito?! Ma andiamo con ordine. Primo: età dei candidati a presidente della Regione Lombardia. La regione più produttiva d'Italia ha bisogno di trasporti efficienti, burocrazia leggera, un rilancio culturale, interventi sociali a sostegno delle famiglie e una sanità più accessibile. Per fare tutto questo e molto di più l'Unione di Centro ha pensato bene di candidare un aspirante presidente di 67 anni. Che è stato però sconfitto dall'amatissimo 63enne Formigoni. Chissà cosa mangiano questi, ché io a sessantanni suonati vorrei dedicarmi alla mia famiglia, magari prendermi la laurea che non riesco a prendere ora, forse scrivere un romanzo che adesso mi pare troppo impegnativo. Non certo dirigere con piglio ed energia un'intera Regione. Dietro ai due vegliardi stavano a stretto giro Penati (58 anni), Invernizzi (54), Agnoletto (52) e Vito Claudio Crimi, imberbe 38enne proposto dal Movimento 5 Stelle. La media delle liste regionali, in generale, non era affatto incoraggiante: 57,5 anni per l'UDC; 52,5 per La Lombardia; 48,3 per la sinistra; 41,8 per la lista di Grillo e 35,4 anni per Forza Nuova che presentava una serie di puledrini tutti giovanissimi a portarsi il peso dell'ultracinquantenne cavalier Invernizzi. Una menzione d'onore va a Rifondazione e al suo calendario di varietà: Dario Fo e Franca Rame, il signor Rossi e la Costituzione, Margherita Hack contro le 5 stelle. Tutti insieme fanno una lista che ha in media 58,5 anni. Se il comunismo non è morto, di certo non se la passa granché bene. Qualche elettore ha chiesto, in cambio di un voto, almeno un biglietto per la prima. Che gli dovevo rispondere, cara aminemica? L'ho messo a verbale. Insieme a chi mi chiedeva che ci faceva una del '77 nella lista dei pensionati. Non lo so, ho risposto: forse non ha voglia di lavorare e si è data alla politica. Così come mi chiedo cosa avrà mai da dire Andrea Giuliani, bresciano classe 1990, candidato per FN nelle liste provinciali. O Sebastiano Seddio, 21 anni, anche lui di Forza Nuova che hanno battuto il primato di Renzo Bossi (22) a candidato post-teen di queste edizioni carnascialesche. Tra i giovanissimi c'era anche uno dei due fratelli bergamaschi (da non confondere con i gemelli Bergamasco del rugby) candidati entrambi da Forza Nuova; che -a corto di presentabili- ha pensato bene di mettere qualche duplicato tra lista regionale e provinciale, come Luca Castellini.
Morti che camminano paiono questi partiti a leggere nomi e dati essenziali. Nelle liste provinciali l'età media dei candidati è così vicina ai 50 che quando trovi un trentenne quasi pensi di aver letto male. Il PSI riesce a stabilire un recordo con una media di 55,3 anni per i suoi candidati. Solita eccezione: Forza Nuova, che stabilisce il record di 32 anni di media per una serie di candidati che sembrano l'elenco di una classe di liceo.

Ultimo dato sconfortante, da presidentessa e anche da cittadina, è la presenza delle donne. So che parlare di pari opportunità causa a chiunque, dalla classe politica ai media, un'orticara diffusa e talvolta un senso di disgusto. Leggere quante donne vengono candidate dai nostri partiti è sempre molto interessante. E deludente. Come nel caso del Movimento 5 Stelle, così carico di aspettative, che ci sorprende in negativo con solo 3 donne nella lista regionale e 1 in quella provinciale. O il Partito Comunista, che candida 2 compagne illustri (la Hack e la Rame), 2 candidate che se la sono sudata e 1 sola in provincia. Il PD qualcosa fa in più e stabilisce il record di 6 candidate in regione e 4 in provincia. Troppo poche, ancora, troppo poche. Ovviamente, tralasciando il maschilismo di FN che con un senso moderno dei ruoli totalizza un vuoto di candidature femminili nelle liste e, probabilmente, nell'intero partito. Ma le quote rosa che fine hanno fatto? Forse c'erano liste equamente ripartite, ma chi doveva presentarle è arrivato tardi. Magari perché è rimasto intrappolato in uno dei treni zeppi di pendolari arrabbiati che nelle scorse settimane giuravano a Formigoni che si sarebbero vendicati e che invece, nell'intimità della loro cabinetta, hanno pensato con cognizione di causa che al peggio non c'è mai fine e chi lascia la presidenza vecchia per quella nuova sa che tanto si ritrova sempre la stessa gente, dislocata in posti diversi impegnata a far danni a 360 gradi.

Un'ultima cosa. Ho avuto la fortuna e l'onore di dirigere un seggio quasi completamente femminile. La mia segretaria è stata puntuale e irreprensibile. Ma alla fine dello spoglio abbiamo dovuto ricoverarla per un'infiammazione del tunnel carpale causata dalla quadrupla copia di nomi quali Giovanni Francesco Acri detto Agri oppure detto Gianfranco, candidato provinciale PDL. O Rosa Margherita Colosio della Rosa Rita e Gian Antonio Girelli detto Gianni (PD).
La radiografia è costata 80 euro, il ticket per il ricovero dovrebbe aggirarsi intorno ai 60 euro e il nostro compenso, che di elezione in elezione continua a diminuire, forse non basterà nemmeno a coprire le spese per i reduci da questa guerra elettorale in cui -sia ben chiaro- nessuno è vincitore.

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Pillole d'amore

di nadiolinda (25/03/2010 - 12:38)

L'anno scorso più o meno in questo periodo avrei dovuto inziare a curare il blog per Playboy Italia.
Poi non se n'è fatto più nulla per motivi che non vi riguardano.
Però mi sono rimasti nel cassetto (o meglio: in una cartella del computer) i pezzi che avevo preparato per le prime settimane. Ho deciso che li posto qui e li regalo a voi, che siete i miei primi e più cari lettori.
Non è solo che sono piena di sensi di colpa perché vi sto trascurando, naturalmente.
E' anche che se pensassi di farmi pagare per tutto quello che scrivo, perderei il piacere della cosa che mi ha sempre salvato: comunicare.
Dunque, buona lettura. Scusate l'assenza. La vita reale batte sempre il virtuale, non ce n'è. Ma noi resistiamo…





Se volete conquistare il cuore di qualcuno avete tre possibilità.
Quella tradizionale è ...corteggiarla. Lo so: vi aspettavate una soluzione molto meno faticosa. Ma corteggiare qualcuno, sia esso uomo o donna, è un'arte raffinata che mescola tra loro tutte le arti e che ha come scopo principale quello di confondere i sensi. La vista primo fra tutti: quando ci innamoriamo, nascondiamo i nostri difetti e trasformiamo il nostro look per essere irresistibili e attraenti. Così, se mercoledì sembravamo le cuginette grasse di Ugly Betty, con un paio di pomeriggi tra shopping e parrucchiere, ci presentiamo all'aperitivo sabato sera pronte a diventare la controfigura di Ursula Andress, che emerge dalle onde del traffico in una nuvola di ormoni pronta a scatenare un uragano di arrapamenti generali.
Il secondo senso da ingannare è quello dell'olfatto e, infatti, seppelliamo ogni nostro odore naturale in giungle di fiori recisi, molticolore e profumatissimi, sperando che l'oggetto d'amore pensi a noi perfino quando passa per puro caso a fianco di una siepe tagliata di fresco. Inganniamo l'udito confondendo le nostre parole con musica scelta e selezionata per fare da colonna sonora alle nostre mosse migliori. Stordiamo il gusto con cene raffinate e alcool a fiumi. E, infine, offriamo al tatto l'intimo migliore del nostro guardaroba, sfoderando la sottoveste di seta o il pigiama di lino che per puro caso si trovava sepolto nel nostro cassetto da anni in attesa di qualcuno che gli mettesse le mani addosso.
Se il corteggiamento alla vecchia non funziona, potete rivolgervi alle moderne tecnologie e provare ad approcciare attraverso i social network. Lì è tutto un po' più facile perché le immagini si modificano a photoshop, le parole sono scritte e si possono cambiare e correggere, non esistono odori sgradevoli di alito, piedi o ascelle e quando ci si incontra né il tatto né il gusto contano poi molto: se siete stati abili corteggiatori, quando il vostro oggetto d'amore accetterà d'incontrarvi lo farà per dar via libera ai propri istinti.

Se il corteggiamento non vi funziona, potete ricorrere a una pozione d'amore.
Io vi suggerisco questa. E' un po' laboriosa, ma gli ingredienti sono facilmente reperibili e la difficoltà è minima; dunque, anche i più timidi e i più sfortunati dovrebbero riuscire a raggiungere il proprio scopo. Quello che vi serve è una rosellina rossa. Mettetela da sola in un vaso con due dita d'acqua e lasciatela appassire. 24 ore precise, un minuto dopo la mezzanotte del primo giorno di luna piena levate i petali della rosa, metteteli in un fazzoletto di lino che nasconderete sotto il cuscino mentre vi addormentate pensando intensamente all'amata/o. La mattina, recuperate i petali e metteteli per un giorno a bagno in tre dita d'acqua. Questa è la vostra pozione d'amore che dovrete portare con voi alla prima occasione e spruzzarla sulla persona che volete conquistare. Due consigli: non lanciategliela in faccia e non obbligatela con la forza a berla. In entrambi i casi, potreste ottenere un effetto leggermente diverso da quello desiderato.

La terza possibilità ci arriva dalla scienza in questi giorni. Come già sappiamo, le regole dell’attrazione dipendono fondamentalmente da un'efficace combinazione chimica di fattori: la dopamina decreta il colpo di fulmine, la serotonina è la causa dell’innamoramento, la vasopressina e l’ossitocina generano tenerezza. Così, sulla rivista Nature è stato pubblicato nei giorni scorsi un articolo in cui si dice che gli scienziati sono al lavoro per realizzare una pillola in grado di dare gli stessi sintomi dell'amore. Il professore Larry Young, della Emory University, Georgia (USA), ha dichiarato in proposito che la sostanza in grado di manipolare il cervello per sentire più o meno amore nei confronti di un’altra persona, non sarebbe lontana dall'essere sviluppata.

Non so voi, ma la prospettiva di drogare qualcuno per essere innamorato mi pare piuttosto inquietante. Lo so, lo so, sono una zia romantica e senza speranza. Solo che mi pare che le persone che hanno bisogno di una pillola per innamorarsi forse sono le stesse che usano
una pillola per eccitarsi.
O magari, invece, farà bene a tutti. Magari capita un periodo dell'anno che sei un po' sottotono, vai dal dottore e lui, invece dei soliti ricostituenti, ti prescrive: pillolina rosa la mattina per far battere il cuore e pillolina blu la sera per far pulsare le reni!
Con la lezione che mi dà il mio amico D., 32 anni, che si era innamorato davvero e voleva far bella figura per la loro prima notte d'amore e allora si è preso una pastiglietta di supporto. Risultato: gli è rimasto duro per un giorno e mezzo, lei si è spaventata e non ha più richiamato.

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Senza profitto ne avremmo approfittato

di nadiolinda (29/11/2009 - 14:57)

XIII giornata della Colletta Alimentare.
Ieri, 28 Novembre 2009.



Dovevo fare la spesa e così ho aspettato che fosse il sabato giusto.
Supermercato vicino casa.
All'ingresso un gruppo di ragazze sorridenti, età media 14 anni, distribuisce i volantini coi prodotti utili per chi ne ha bisogno. Si comprano:
- Olio

- Omogeneizzati e altri prodotti per l'infanzia
- Tonno e carne in scatola
- Pelati e legumi in scatola
Tra gli scaffali mi ferma una coppia di signore eleganti: «Scusi, lei sa dove sono il tonno e i fagioli in scatola?». Terza corsia, dopo la parete dei sottaceti.
Poi mi ferma un ragazzo senegalese: «Ma tu sai dove sono gli omogeneizzati?».
In fondo, c'è uno scaffale dedicato. Mi sente e lo segue a ruota una coppia giovane.
Finisco anch'io la mia spesa perché far beneficenza con cose pratiche come il cibo mi sembra in effetti uno dei modi migliori.
Penso al buonumore sprigionato nei televisori dove i pacchi o le buste o i sacchetti o qualsiasi altra cosa contiene migliaia di euro. E penso a unmilionetrecentomila famiglie che nei pacchi, nelle buste, nei sacchetti o qualsiasi altro contenitore spera di trovare da mangiare per almeno un altro paio di giorni. Ho scritto unmilionetrecentomila sapendo che la realtà (non confermata dalle statistiche) ha superato i tremilioni. E aumenterà.

Però ieri, metre giravo per il supermercato, un po' di domande me le sono poste.
Se durante la giornata della colletta alimentare, il latte in polvere non fosse costato i soliti trentaepassa euro al kilo, quanto in più sarebbe stato acquistato?
Se gli omogeneizzati (1 per pasto, considerando un minimo di 4 pasti al giorno dal 6°mese di vita fino all'anno compiuto, ossia 7-8 mesi, ovvero 210-240 giorni e dunque 840-960 pasti da fare per ciascun bambino) non fossero costati i soliti 60 centesimi a confezione, quanti in più ne avremmo acquistati per chi ne ha bisogno davvero?
Se, oltre alle persone che 'fanno la spesa anche per chi non può permetterselo' anche i marchi della grande distribuzione e i supermercati, per un giorno, avessero rinunciato al loro rientro…

Mentre ieri facevo una piccola cosa per qualcuno che non conosco ma a cui tengo come essere umano, consideravo banalmente che quella di ieri è stata una festa per la grande distribuzione, marchi e punti vendita.
Comunque la si voglia mettere, il profitto non ha senso etico.
Per fortuna, anche se ci sono sindaci immorali, una classe politica indifferente e media compiacenti, le persone tengono ancora alle vite di altri sconosciuti, chiunque essi siano.

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per favore, non vaccinatevi!

di nadiolinda (01/11/2009 - 12:31)

da molto tempo ho imparato che quando sento parlare di categorie a rischio non si tratta di un gruppo umano da proteggere bensì di un segmento di mercato sicuro.
allo stesso modo, quando i media nominano un gruppo di vittime non stanno parlando di solidarietà ma di testimonial gratuiti.
ecco che, anche quest'anno, torna la pandemìa dell'influenza invernale che, come ogni volta, mieterà più vittime della famigerata e ormai mitica «spagnola».
quella delle possibili pandemìe mondiali, dei virus sempre in agguato, dell'organismo trasformista in stile arturo brachetti pronto a una tournée devastante nel nostro apparato cardio-circolatorio è lo spauracchio dell'uomo adulto contemporaneo. quello che era l'uomo nero per i bambini, il mostro che li costringeva a ingollare l'odiata minestra senza far troppe polemiche, è oggi lo stesso che ci spinge a farci iniettare nel braccio sostanze di ogni sorta senza avanzare la minima critica.
è sulla fobia di qualcosa che potrebbe accadere e sarebbe catastrofico che oggi esiste la corsa ai vaccini. è la follia della guerra preventiva su scala globale e per questo siamo tutti chiamati a mettere in campo il nostro esercito immunitario per combattere ognuno la sua battaglia al nemico invisibile: il grande V.
e in questa chiamata in massa di buoni propositi, può succedere che qualcuno dimentichi di porsi la domanda essenziale: ma chi me lo fa fare?
la risposta è quasi ovvia: te lo fa fare chi ci guadagna sopra.

lo so: tolgo poesia e anche ardore a questa guerra delle lodevoli intenzioni. ma qui ci va di mezzo la salute di tutti noi.
proprio in questi giorni, assistiamo a un balletto interessante dei media. l'overture è stata l'annuncio di una nuova influenza, ovviamente letale: livello massimo nella scala pandemica dell'OMS. poi, durante il primo atto, ci si è premurati di tenere sotto controllo il panico e di annunciare l'arrivo presto in commercio di un vaccino perfetto per il ceppo malefico. durante l'intervallo, un messo ha informato il direttore di sala che il vaccino era pronto per essere immesso in milioni di esemplari sul mercato. in questo momento, siamo in pieno secondo atto dove i ballerini di seconda fila più deboli e acciaccati già di loro vengono promossi a protagonisti in modo che il pubblico li veda cadere e lasciare la scena mentre alla platea tutta si raccomanda caldamente l'acquisto del vaccino testé disponibile all'uscita del teatro.
e voilà.
per milioni di individui che comprano il vaccino stagionale, milioni di incassi sono l'introito garantito delle case farmaceutiche e del loro indotto diretto. ma a quelli che si fanno inoculare sieri non meglio identificati, chi ci pensa?
anche qui, la risposta è ovvia: nessuno.

un vaccino pensato per un virus isolato pochi mesi prima ha due caratteristiche possibili: o è riciclato da formule pre-esistenti (e, dunque, può funzionare come no) o non è stato testato sulle persone.
se la prima ipotesi è discutibile, la seconda è certa.

le campagne di vaccinazione di massa dell'infanzia, degli anziani e di tutte le categorie cosiddette a rischio sono la moda del millennio. se non hai nemmeno un virus esterno inoculato da qualche parte sei un pezzente, un irresponsabile.
eppure, non esiste nessuno studio condotto secondo principi di ricerca attendibili (ad esempio, uno studio a doppio ceco su vent'anni di vita dei bambini vaccinati con la malefica esavalente) e sul lungo periodo, dei danni causati dai vaccini sul corpo umano.
perché, da un certo punto in poi, la medicina ha dato per certo che i vaccini sono una pratica sicura.

se non volete credere, fate un test, veloce veloce: chiedete al vostro farmacista (o al vostro pediatra) qualche informazione in più sul vaccino che state pensando di farvi e ditegli che avete dubbi sia sulla sua efficacia sia sulla sua sicurezza. la risposta suonerà più o meno come:
«ah, ma guardi che, da quando faccio questo mestiere, ho visto almeno 3mila persone vaccinarsi con questo prodotto e nessuna ha mai avuto problemi».
bene.
ora, invece di sentirvi rassicurati, provate a pensare che:
- se alle stesse 3mila persone aveste dato da bere del latte, o da mangiare delle uova o una foglia di lattuga, avreste trovato almeno un individuo allergico a tale alimento;
- se alle stesse 3 mila persone aveste dato da mangiare un pezzo di pane, avreste trovato almeno un intollerante al glutine o addirittura un ciliaco;
- per ognuna delle due intolleranze sopra menzionate, ci sarebbe stato almeno uno shock anafilattico o un possibile decesso.
naturalmente, le probabilità che troviate intolleranze e allergie in 3000 individui sono molto maggiori di una. eppure, quando il nostro medico o farmacista ci assicura che il vaccino è completamente sicuro, noi tiriamo un bel sospiro e porgiamo il braccio per il siringone ignoto.




per favore: spegnete la televisione e ragionate con la vostra testa, prima di farvi vaccinare.

i medici, i farmacisti, gli operatori sanitari sono persone come tutti noi. i loro corsi di aggiornamento vengono finanziati dalle case farmaceutiche, le loro ricerche sono pubblicate su riviste che dipendono dalla pubblicità delle aziende di settore e anche loro, come ogni segmento professionale, sono soggetti alle mode e alle terapie più in voga al momento.
non è cattiveria, ma esiste un vizio profondo in tutto il sistema. e il vaccino alla cieca è il risultato ultimo di questo circolo di imbecilli.
però voi, che siete pronti con il braccio, vostro o dei vostri figli, per favore: fate domande e valutate con molta attenzione e capacità critica le risposte.
paesi europei dove la sanità non si gioca durante i festini con le troie nei palazzi del potere, hanno già abbandonato le campagne di vaccinazione obbligatorie dell'infanzia. il calendario che consegna l'ASL per ogni nuovo nato prevede circa 27 inoculazioni nei primi 12 anni di vita. e poi, ogni anno, esiste una campagna di forte pressione mediatica alla vaccinazione degli adulti e delle categorie a rischio (potenzialmente, tutti).
quest'anno il vaccino antinfluenzale è consigliato a donne incinta, operatori sanitari e anziani.
ma nessuno può prevedere che effetto avrà questo vaccino sui feti, nel sangue di chi è più a contatto con le malattie e in chi è fisicamente debilitato.

il virus influenzale è particolarmente versatile e si adatta rapidamente: la campagna di vaccinazione di massa può, paradossalmente, contribuire alla formazione di un ceppo nuovo, più resistente.
se degli anziani moriranno o si aggraveranno le loro condizioni di salute, si potrà dire che è questione di età.
e se ci saranno nuovi nati con problemi, sarà facile dire che erano già presenti nel codice genetico piuttosto che legarli al vaccino.
i vaccini non sono sicuri come si tende a dire con grande leggerezza. e non è così importante realizzare degli studi attendibili perché ogni eventuale danno porterebbe solo alla creazione di nuovi malati che saranno curati dallo stesso sistema che li ha danneggiati.
la storia del novecento riporta purtroppo troppi casi di danneggiamenti di massa causati da teorie mediche non adeguatamente comprovate da una sperimentazione preventiva responsabile.

per favore: prima di vaccinarvi, siate spietati col sistema, massacratelo di domande, chiedete e pretendete. non leggete gli opuscoli colorati dal titolo ingannevole come «vaccinarsi conviene» o «il vaccino mi fa bene» o «se ami tuo figlio, vaccinalo». leggete quello che dice la legge, temporeggiate, rimandate la decisione, esigete i bugiardini e leggeteli con estrema cura. male che vada, quando avrete finito sarà primavera e voi e i vostri cari sarete tutti sopravvissuti alla terribile pandemìa invernale senza danni.
riflettete, pensate, chiedete, discutete, criticate.
nemmeno il latte va bene per tutti.
perché dovrebbe esserlo una siringa piena di tossine e virus?

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siccome sono quasi le tre di notte e non riesco a riaddormentarmi…

di nadiolinda (28/07/2009 - 02:54)

… mi occupo un po' del blog, ché lo sto trascurando e non poco da qualche mese.

perché sono sveglia?
accidenti, che casino.
poco dopo mezzanotte, una donna strillava aiuto nel vicolo. tutti noi con le finestre aperte sperando in un filo d'aria ci siamo affacciati. il più interventista ha chiamato la polizia. io e il fidanzato siamo scesi in pigiama e ciabatte a soccorrere lei e tranquillizzarla.
trattavasi di una donna in compagnia di suo figlio ventenne o poco più.
lui è in cura per problemi psichiatrici in comunità e da quattro giorni si rifiuta di prendere le sue pillole. stasera ha dato fuori di matto a casa.
la versione della signora è che il figlio abbia alzato le mani su di lei e sul fratellino, costringendola a uscire di notte a cercare del vino e minacciandola di nuovo di fronte alla chiusura di tutti i negozi.

perché sono sveglia?
accidenti, che scena.
intorno alla donna, ci siamo trovati in sei. io la consolavo un po', dicendole di stare tranquilla. uno protestava perché la polizia ci ha messo un po' per arrivare e concludeva 'ecco, questa è l'Italia che ti protegge'. per fortuna, nessuno dei presenti era d'accordo.
il che mi fa dedurre che, sul nostro piccolo campione, almeno il 75% sa che un privato armato di randello non risolve la situazione.
ovvero: la ronda che se ne va in giro a mezzanotte non è mai quella del piacere.
comunque, la polizia è arrivata, addirittura in quattro.
la signora è stata fatta salire in macchina e il ragazzo tempestato di domande.
e poi se ne sono andati.

perché sono ancora sveglia?
accidenti, che casino.
mi pare che, a parte consolare la signora in evidente stato di esaurimento nervoso, avrei potuto anche parlare con il ragazzo. da quando abito qui ne vedo di situazioni così. ci sono ragazzi giovani, belli, forti, con una vita davanti. e si perdono dietro alle miserie che ruotano intorno ai soldi come unico obiettivo di vita. non hanno un posto, per loro è più difficile che per gli italiani. le famiglie non hanno più un padre e alle donne tocca lavorare il doppio perché i figli ci sono e sono spesso tanti. e questi ragazzi si buttano via. inizia che escono a farsi comprare il vino a mezzanotte minacciando la madre e il vino che trovano è poco più che olio del radiatore. poi ci si abituano, stanno in strada, continuano a comprare tetrapack di vinaccio da un euro e poi te li trovi, dopo un po', che dormono nella piazzetta vicino alle auto, sdraiati sul loro vomito.
non c'era niente che non andava in questo figlio arrabbiato e irascibile. sì, certo: è in cura. ma è soprattutto un ragazzo senza nessuno che si occupi di lui.

è per questo che sono ancora sveglia.
mi chiedo se poteva servire parlarci un po'.
le volte in cui mi è cambiata davvero la vita è stata perché qualcuno mi ha ascoltato e poi mi ha dato un consiglio giusto. non una grande rivelazione, ma un semplice consiglio, uno di quelli che ti fa sentire meno sola e un po' più confidente nelle tue possibilità.
e questo ragazzo di stasera mi ha fatto una tristezza infinita.
perché mentre arrivava la polizia, lui non se ne andava, anche quando nessuno di noi sapeva che era il figlio della signora e pensavamo fosse un molestatore ubriaco.
non se ne andava perché non sa dove andare.
però, dove sta, non è felice.
d'altronde, è un ragazzo. solo che mi sembra che, se nessuno lo ascolta, rischierà di dimenticare che può avere anche lui dei sogni e il pieno diritto di realizzarli.

Tag: ronde,violenza,immigrazione,donne

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La società è anoressica e l’anoressia è una condizione umana

di nadiolinda (23/07/2009 - 13:00)

segnalandovi l'uscita in questi giorni della campagna
Se ami qualcuno, dagli peso, mi piace ricordare a ognuno che i disturbi alimentari sono la nostra peggiore e più immotivata sindrome sociale.
non sottovalutatela, anche se credete che non vi riguardi direttamente.



da: Recinzioni Lettrarie - 2 Luglio 2009
Rubrica sui quotidiani del gruppo Athesis


Un’infanzia isolata dal mondo, un padre assente, un patrigno disinteressato, una madre depressa che la vuole per sé e che le chiede di non crescere: la storia di Isabelle Caro è commovente; ma non è una storia isolata. L’incubo inizia un giorno d’inverno, quando Isabelle vede la madre portare a spalle una bombola di 35 kg fino in casa.
Poi, a dodici anni, a una visita pediatrica, scopre di pesare 39 kg e nella sua mente scatta la convinzione di essere un peso per la madre, poiché ha superato la bombola di gas.
Per Natale chiede in regalo una bilancia ed è l’inizio del dramma: Isabelle è una ragazza che ama la vita, intelligente, talentuosa, determinata. Raggiunge tutti i suoi scopi, anche quello di restare legata alla madre e di sopravvivere pesando tra i 26 e i 28 chili. Ogni tanto, scatta il ricovero coatto in ospedale dove la nutrizione con flebo e sondini la porta a 40 kg; ma il ritorno alla sua vita quotidiana comporta anche il recupero del suo peso forma deviato. Finché un giorno, durante una gita a Perpignan con la madre, Isabelle ha l’ennesima crisi che, stavolta, la costringe al coma da cui si risveglia con una sola idea: vivere.
Con un moto di orgoglio e di amore per sé stessa, Isabelle si stacca dalla madre, si trasferisce a Marsiglia, si affida a un bravo medico che l’ascolta e la cura davvero e porta la sua testimonianza alle molte giovani che soffrono del suo stesso disturbo. Nella sua più famosa apparizione, ha posato come modella per la campagna NO ANOREXIA firmata da Oliviero Toscani, che ha shockato il mondo intero.
Isabelle, 31 kg per 1,65 mt, è una ragazza coraggiosa.

La sua storia e quella della campagna di Toscani sono un libro con dvd pubblicato da La Sterpaia (www.lasterpaia.it), per raccontare come un’immagine ha sconvolto il mondo e ha riportato l’attenzione su un problema troppo spesso sottovalutato e che coinvolge non più solo le donne. Perché questa coraggiosa e spudorata campagna ha fatto di più: ha dimostrato come le deviazioni della società dell’immagine si possono combattere efficacemente con la forza di una sola immagine che oppone il contenuto all’apparenza, che non lascia scampo agli indifferenti e che racchiude niente di più di una storia autentica.


Anorexia. Storia di un’immagine di Oliviero Toscani
ed. La Sterpaia, 2008 – 224 pp. con dvd, € 19,90

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Fondamentalismo cattolico a Brescia: ecco i colpevoli!

di nadiolinda (17/07/2009 - 17:29)

Allora.
Prima di tutto, grazie dei contributi.
Dopo l'apertura della nostra piccola pagina, ecco che la redazione del BresciaOggi si è ieri attivata con un bel lavoro di equipe per arrivare a capo del …grattacapo.
A questo link potete trovare l'articolo comparso oggi sul quotidiano e che spiega l'origine di queste misteriose affissioni sul mistero della fede.
Dunque, i responsabili sono questi:

- l'Associazione Cristo Morfosis, di origine messicana e con sede in Italia a Ragusa. Conta circa venti aderenti e promuove l'evangelizzazione veloce attraverso le immagini. L'associazione non è riconosciuta ufficialmente dal magistero cattolico: il vescovo di Ragusa sta valutandone l'approvazione.
- il cappellano della clinica Poliambulanza, don Luca Paitoni, coordinatore del movimento e ideatore della campagna.
- alcuni non ben identificati finanziatori privati che hanno permesso l'acquisto degli spazi.

Alcuni di voi avevano già segnalato la possibile origine della campagna, in particolare segnalando i due siti dell' associazione XtoMorfosis e rilevando la vicinanza alle immagini degli sfondi proposti da un'altra organizzazione dal nome Nuova Evangelizzazione.

Dalle pagine di BresciaOggi, don Paitoni annuncia una nuova campagna per l'autunno.
Qualcuno di voi avanza l'ipotesi (non del tutto ingenua) che Brescia sia stata scelta in quanto meta della visita papale in novembre.



Questo continua a mantenere aperti diversi interrogativi:
- perché viene permesso di mantenere questa campagna in spazi pubblici?
- perché un messaggio religioso ambiguo, anche se di stampo cattolico, viene lasciato per oltre due mesi in luoghi di visibilità?
- perché la città viene trasformata in terreno di possibili scontri religiosi?
Tralascio, ovviamente, le implicazioni legali di una rete di finanziamento corposa e ignota, di una campagna senza mandante dichiarato e in palese dispregio della laicità dello stato italiano.

Il prossimo passo è la denuncia dei responsabili ad autorità di garanzia sia della libera espressione nel rispetto di ogni credo politico e religioso, sia a realtà in grado di risalire alla rete di finanziamenti legata a XtoMorfosis.
Siete liberi (nonché esplicitamente invitati) a segnalare a chi riteniate giusto questa situazione. Brescia rischia di diventare un pericoloso precedente sia per il fondamentalismo catto-populista, sia per possibili rivendicazioni (non biasimabili) di altre religioni.

Come sempre, mi ripeto: essere moderati non significa diventare indolenti.

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dio mi ama (ma non è ricambiato)

di nadiolinda (15/07/2009 - 17:24)

da settimane, direi mesi, a Brescia è comparsa una campagna pubblicitaria che, negli intenti, promuove la religione cattolica.

il claim riporta una frase di gesù cristo dal vangelo di giovanni e precisamente:

Giovanni 16,29-33
In quel tempo, i discepoli dissero a Gesù: Ecco, adesso parli chiaramente e non fai più uso di similitudini. Ora conosciamo che sai tutto e non hai bisogno che alcuno t’interroghi. Per questo crediamo che sei uscito da Dio”. Rispose loro Gesù: “Adesso credete? Ecco, verrà l’ora, anzi è già venuta, in cui vi disperderete ciascuno per conto proprio e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me. Vi ho detto queste cose perché abbiate pace in me. Voi avrete tribolazione nel mondo, ma abbiate fiducia; io ho vinto il mondo!




le postazioni rilevate sono:
- occupazione di pannello di cantiere in piazza della Vittoria (almeno 60 gg.)
- occupazione di pannello di cantiere in viale duca degli abruzzi (2 campagne diverse avvicendatesi su almeno 60 gg)
- occupazione di pannello lato tangenziale sud



la campagna non è firmata.
gli investimenti indubbiamente cospicui.
le immagini fanno capo a una devozione populista e perversa (in viale duca degli abruzzi era presente in un primo tempo un languido scorcio dei pettorali di un crocifisso modello D&G).
il messaggio è di una banalità quasi barocca e controriformista.
della storia di queste affissioni si sa che sono partite dal bordo di un campo da calcio lato tangenziale per poi migrare nelle postazioni più in vista del centro.

insomma:
QUALCUNO SA CHI DIAVOLO METTE STI CARTELLI ??
(la scelta dei termini non è casuale)

RISPONDETE, SEGNALATE, DITE LA VOSTRA !
VI PREGO… SONO CURIOSA COME UNA SCIMMIA.
e in più o un concreto senso di nausea ogni volta che mi affaccio dalla finestra dell'ufficio…

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di meritocrazia e altre minchiate del genere

di nadiolinda (14/07/2009 - 15:27)

avevo scritto un lungo post arrabbiato stamattina. oggi ce l'ho con chi predica di meritocrazia, valorizzazione dei giovani e più potere alle donne e poi difende ipocritamente status gerontofili. è perché ieri ho mandato in quel lontano paese di sodimiti il direttore di una rivista locale che applica, nel provincialmente piccolo, quello che molti direttori fanno anche in grandi realtà:

  • è bravo solo lui. ovvero: gli altri esistono solo per essere disprezzati
  • fa lavorare giovani sottopagandoli e costringendoli a umilianti arringhe da incompetente su… nulla
  • pensa che le donne siano un contorno superfluo alla figa che non avrà mai
  • pubblica una rivista inutile e banale solo ed esclusivamente per agganci politici di gente della sua stessa classe: gerontofili sessantenni di una qualche cricca solidale
non ho indagato se l'unico assunto in redazione sia suo figlio o un parente diretto o un parente del finanziatore più diretto. ma non faccio fatica a crederlo. comunque, avevo scritto un lungo commento, ma faccia-libro l'ha cancellato aggiornando la pagina. poco male. mi è dispiaciuto un po' spedire lo sfigatone sull'isola dei gerontopornofili. ma solo perché l'ho fatto per mezzo di una segretaria santa che si è trovata a dover cercare di lavorare con lui per chissà quale sventura nella vita.


così, colgo l'occasione per consigliarvi di nuovo la lettura del lucidissimo pamphlet pubblicato da Marsilio NON E' UN PAESE PER GIOVANI. che voi facciate politica, lavoriate in qualunque settore pubblico o privato, siate nel mondo della comunicazione o dei media, conoscerete molto bene le dinamiche di cui ho scritto, ovvero l'annuncio a gran voce parallelo al tradimento sistematico della sacra triade: giovani, meritocrazia, donne.

e siccome oggi mi sento stronza stronza stronza stronza in modo assurdo, ho deciso di fare richiesta al PD per sapere se posso iscrivermi. ho saputo che ci sono dei criteri di accesso e vorrei conoscerli. magari bisogna saper fare la spaccata. magari posso ripescare le mie conoscenze del solfeggio. oppure forse devo imparare a starnutire con gli occhi aperti.
appena mi rispondono, ve lo dico. promesso!

PS: gli articoli e le proposte che ho fatto al direttore testa di rapa non vanno persi. un po' sono già in pubblicazione in altre redazioni dove i fatti interessano per quello che sono e non per il secchiellino di saliva che possono raccogliere da spalmare sul culo giusto. e quelli più divertenti ho già iniziato a riservarli al blog, dove chi legge lo fa per scelta precisa e può anche dirmi che gli fa schifo, se gli va. e almeno sul web, anche se è pieno di imbecilli, non ci sono capi.

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SOFFRITTO AROMATICO

di nadiolinda (13/07/2009 - 14:38)

by La topa di città

Estate.
Tempo di caldo.
Riusciamo a capire che l’inverno è davvero finito quando le dita dei piedi riconquistano il loro meritato posto al sole. E’ il momento in cui è bello passeggiare per i vicoli della città vecchia la sera, quando gli irriducibili affollano i tavolini dei bar in piazza e stuzzicano ancora il menù dell’happy hour, della loro ora felice, che li ha accompagnati per tutto l’inverno e che non varia mai, incurante dell’assecondarsi delle stagioni. Ma l’estate offre un’ora felice alternativa ai nostalgici come me, che dopo l’inverno a far la spola tra quattro pareti e i funghi a gas hanno voglia dell’aria di città. E allora si affacciano alla porta del bar, salutano tutti i compagni sopravvissuti al grande freddo, si fanno un giro veloce e un brindisi tintinnante per poi sparpagliarsi in un immaginaria partita a nascondino.

Estate.
Tempo di sole fino a sera.
Arriva che non te ne accorgi. Se ne va che ancora il sonno non c’è e c’è invece l’emozione inaspettata e l’energia e la voglia di stare in giro. L’ora che precede il tramonto è la più piacevole. La giornata in ufficio è finita e, anche se domani si ricomincia, c’è aria da vacanza quotidiana. E allora via, tra i vicoli a passeggiare. Non si fa mica niente di male: si portano a spasso i tacchi, si fa prendere il fresco alle dita dei piedi, si svolazzano un po’ i capelli e soprattutto si ascolta la voce della città.



Estate.
Tempo di rifare l’aria della casa.
Dopo la calura del giorno, le finestre se ne stanno aperte sul corso. E le case che parevano addormentate nei mesi freddi si riscoprono intorpidite e con i loro occhi da serranda stropicciata. Se c’è un alito di vento, si agitano lievi le tende. Da qualche parte tintinna una campanella con un suono magico che prima era oriente e ormai è anche qui.

Estate.
Tempo di frutta rossa e pomodori maturi.
Chi si gode l’ora felice a spasso per i vicoli sente le televisioni e le radio nelle case. Si riconoscono le voci catastrofiste dei tiggì che danno allarmi quotidiani, oggi per il caldo, domani per i cani. Poi è il momento dei quiz con i loro interrogativi enciclopedici sul colore naturale del cavallo bianco di Napoleone prima che cadesse per sbaglio nell’acqua ossigenata. Ci sono i bambini che vociano e protestano per uscire ancora un po’. E poi i profumi che ti rapiscono e ti portano ovunque. Su tutti, l’aroma dolce dei pomidori scottati e fatti a salsa. Poi arriva il basilico e il mosto d’olio e ti senti sulla costa e ti chiedi dove se ne cresce di così tanto e ti immagini terrazze nascoste, cortili che dietro i cancelli proteggono boschi di piante odorose: salvia, mentuccia, maggiorana, erba cipollina, rosmarino e alloro trionfale. Cipolle rosse fatte sudare ti portano alle coste mediterranee e ti immagini che infine, rese dolci e tenere, sposeranno pesci azzurri o forse pescati di lago. E poco più avanti, ecco le spezie, ora più dolci e discrete, ora decisamente insistenti. Zenzero, noce moscata, curry, curcuma, cumino, masala, peperoncini che parlano con la n morbida e magici miscugli che tradiscono terre d’oltre mediterraneo.

Estate.
Tempo di luce, di colori, di suoni e di sapori.
La vita della città si mescola nelle sue strade. Chi è curioso, sa che può vivere qualche ora di vacanza tutti i giorni. Chi si perde tra i vicoli rischia fiducioso di approdare ad occhi chiusi in porti lontani. Chi cerca tregua dai suoi pensieri la trova nei vicoli dei quartieri dove la vita quotidiana caotica e colorata si è mischiata e convive, nelle cucine così come nelle strade, cercando nuovi equilibri e sperimentando accostamenti che mai avrebbero potuto incontrarsi in altri tempi, in altri luoghi e che forse il caso ha fatto incontrare.
O forse, è solo l’estate in una città affollata di genti.

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Struscio da disco e tattiche da zoo - Posta del cuore

di nadiolinda (03/07/2009 - 22:31)

da BresciaWeek - BresciaOggi del 26.06.2009

Cara Nadiolinda,
mi dai un consiglio? Io ho 21 anni. Mi piacciono i locali, dove l’età delle ragazze è di solito tra 16 e 19 anni. Vorrei sapere come conquistare le ragazze in discoteca, non per forza per fidanzarmi: cerco anche solo un’avventura notturna. Di solito, quando cerco di farmi notare, la mia tecnica è questa: mentre le ragazze ballano, io mi avvicino e inizio a ballare dietro di loro. Nel frattempo, gli appoggio leggermente la gamba e il davanti sul sedere. Dopo pochi secondi vengo rifiutato, e questo è successo con tutte. Io ci rimango male perché non sono brutto: tanti dicono che sono carino e che ho un bel fisico. E poi non faccio niente di male. Se una viene in discoteca, forse cerchiamo la stessa cosa, no? Insomma: che cosa posso fare? Spero che mi aiuterai (andreglam, mail firmata)



Quello che mi racconti mi ricorda tanto un articolo che ho letto sulle differenze tra scimpanzè e bonobo. Ad esempio, mentre gli scimpanzè si esibiscono in spettacolari esibizioni di forza, i bonobo si limitano a mettersi in mostra, aspettando che le femmine riconoscano che sono ‘carini e con un bel fisico’. Per i bonobo, l’esibizione della disponibilità sessuale è una pratica costante, anche se poi, in effetti, i loro rapporti sono rilassati e casuali. I bonobo maschi praticano una cosa simile alla tua tecnica di struscio, però lo fanno tra di loro: in piedi, schiena contro schiena, un maschio strofina velocemente il suo scroto contro il fondoschiena dell'altro. Visto che la tua tecnica di aggancio ti sembra così infallibile che insisti a praticarla chiedendoti cosa c’è che non va nelle donne che ti allontanano e anzi mi chiedi un consiglio, eccolo qui: prova a usarla su un uomo, come fanno i bonobo. E se anche così non riesce perfettamente, perché non osi di più? Prendi ispirazione e prova a praticare con un amico il cosiddetto penis-fencing, in cui due maschi di bonobo si fronteggiano appesi ai rami strofinando insieme i loro membri eretti. E ti ricordo che la varietà dei contatti erotici tra i bonobo maschi include il sesso orale, il massaggio dei genitali altrui e intensi baci di lingua. Caro andreglam, quello che mi scrivi mi lascia quantomeno perplessa. Che significa che una donna dovrebbe cercare ‘quello che cerchi tu’ perché va in discoteca? Esattamente, a parte un sesso casuale e disinteressato, che cosa cerchi? Rinfodera la bestia nei pantaloni e prova ad dedicarti a un’arte più evoluta, che l’uomo ha sviluppato differenziandosi dai primati. Si chiama linguaggio e la sua evoluzione è la conversazione. So che può sembra davvero difficile, ma dovresti provare: pare che sia molto efficace per interagire con l’altro sesso.

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senza corpo le voci della nuova scena italiana

di nadiolinda (19/06/2009 - 09:23)

pubblicato su L'Arena - BresciaOggi - Il giornale di Vicenza
rubrica 'Recinzioni Letterarie' del 19.06.2009




Com’è tradizione, anche quest’anno Minimum fax dedica un’antologica alle giovani voci più interessanti del panorama letterario italiano. E com’è nel suo stile, questo editore che ci piace tenere d’occhio, di nuovo ci sorprende presentando una raccolta di testi per il teatro. Si chiama ‘Senza corpo’ perché raccoglie le ‘Voci dalla nuova scena italiana’ che pirandellianamente attendono (e si augurano) di essere lette e rilette da attori e registi. L’antologia dei nove autori è curata da un’operatrice appassionata e attenta come Debora Pietrobono, del CdA del Teatro di Roma. La Pietrobono è uno di quei rari casi di operatori che riesce a conciliare l’intuito per il talento e la voglia di far pulsare un mondo che tante volte sembra condannato all’auto-mummificazione. Impotenti, assistiamo allo scempio di stagioni con cartelloni troppo spesso condannati a un passatismo prevedibile, di spettacoli con regìe povere di idee e di un pubblico che applaude a tutto, disabituato com’è dai media televisivi all’interazione diretta e alla critica attiva che solo il teatro, con la presenza in scena dell’attore, ancora può regalare. La scarsità delle risorse destinate alla cultura e la burocrazia ministeriale non aiutano il teatro di prosa; ma la questione è così complessa che qui non tedieremo oltre il lettore. Eppure, in tutto questo, assistiamo anche all’emergere prepotente di talenti che padroneggiano il mezzo con mestiere, intuizione e idee, che riescono ancora a dire qualcosa d’importante attraverso il modo di comunicare proprio del teatro: Marco Paolini, che è riuscito nell’impresa don chisciottesca di riunire teatro e tv, ma anche Emma Dante, de Capitani, Latella, Celestini, Paravidino e molti altri che qui non staremo oltre ad elencare. Ci auguriamo –noi che si ama il teatro per la sua essenza tutt’altro che archeologica- che la proposta di Minimum Fax trovi seguito e sostegno, che non rimanga isolata e che anzi attivi una complessa catena di attenzione e di rivalutazione della scena teatrale italiana. Perché scrivere per il teatro è un gran bel mestiere e perché il teatro è l’unico mass-media che non può perdere la sua magìa più intima: l’umanità.

AA.VV. - Senza corpo. Voci della nuova scena italiana
a cura di Debora Pietrobono
ed. Minimum Fax, 2009 – 268 pp. € 12,50

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SAB 13/06 H. 19 • Salotto letterario + aperitivo

di nadiolinda (12/06/2009 - 10:54)

Domani alle h. 19 presso il Mondadori Multicenter del Centro Comerciale Freccia Rossa si terrà un evento I M P E R D I B I L E !!



VI ASPETTO TUTTI
VIETATO MANCARE


...................................................................................................

SALOTTO LETTERARIO + RINFRESCO

Tre autrici-blogger e un musicista-filosofo insieme per un insolito salotto sui generi maschile e femminile nella letteratura contemporanea.

*** *** ***

Pubblicato da Elliot, 'Vorrei che fosse notte' ultimo lavoro di Gisela Scermann sorprende critica e lettori. Conosciuta sul web come Gisy, l'autrice è riuscita in un'impresa a cui aspirano molte giovani autrici: poter spaziare tra i generi senza rimanere incastrate per forza in nessuno di essi. Con l'occasione di presentare questo romanzo, incontriamo Gisy per parlare del posto per le donne nella letteratura di oggi.
Con lei, Eliselle, già autrice di 'Fidanzato in affitto' per Newton Compton e ora impegnata nel genere noir.
A fare gli onori di casa e intervistare le due autrici e blogger ci saranno Nadia Busato, alias Nadiolinda, blogger, autrice per Mondadori di 'Se non ti piace dillo - Il sesso ai tempi dell'happy hour', rubrichista per Grazia, Bresciaoggi e critica letteraria per i quotidiani del gruppo Athesis, e Giammarco Martelloni, musicista (dal suo primo album 'La superficie del mare' sono stati tratti i singoli di successo 'Messalina' e 'Cravatta Rossa'), reduce da un progetto di omaggio/tributo a Ivano Fossati, nella vita professore di lettere e filosofia.
Quattro autori, tutti con una doppia vita professionale e artistica, per un insolito salotto sui generi maschile e femminile nella letteratura contemporanea.

*** *** ***

Per saperne di più sugli autori:
www.gisy.it
www.martelloni.it
www.eliselle.com
www.nadiolinda.it

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cover story

di nadiolinda (10/05/2009 - 12:42)

più di un anno fa veniva pubblicato il mio libro.
per chi mi chiama 'scrittrice', ringrazio di cuore, ma preciso che uno scrittore che lo fa davvero nella vita e con motivazioni ed esntusiasmo che non si esauriscono, si vede di solito dal quinto romanzo in poi.
quindi, come diceva una nota pubblicità… devi farne di strada, nadiolinda.
ad ogni modo, nelle scorse settimane, il magazine FOTOGRAPHIA ha dedicato un bel servizio al racconto della (ormai famosa) copertina del mio culo con bicchiere.
la storia di questa copertina è stata alquanto burrascosa.
lo spunto iniziale dato dall'art directro Giacomo Callo su ispirazione di fotografie pacifiste degli anni '70 prevedeva un pupazzo maschile un po' fighetto e un po' macho che tentava di scalare parte del mio corpo suscitando così un misto di spaesamento, tenerezza e ironia.




ma la casa editrice, riunita al tavolo, ha optato poi per una versione della copertina più innocua e didascalica.
tutta la storia la racconta molto bene nel suo articolo Maurizio Rebuzzini, direttore responsabile del magazine e che potete scaricare a questo link.

alla realizzazione dello scatto hanno partecipato:
Rinaldo Capra - fotografo
nadiolinda - culo
Marco Bechis - creatore dei J.I.Joe utilizzati negli scatti



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AIUTIAMO OBAMA (che non è quello che state pensando voi)

di nadiolinda (10/05/2009 - 12:07)

vi rimando al blog di Tom Canaglia.

a cui aggiungo un'osservazione affettuosa: ognuno si trova il nome che ha, gli viene affibiato il soprannome che merita e qualche volta si sceglie un nickname che non c'entra un cazzo con lui.

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* due nuovi video *

di nadiolinda (03/05/2009 - 15:07)

siccome ognni tanto riesco (inspiegabilmente) a ritagliarmi del tempo (poco) per cose assolutamente inutili tipo: vivere la mia vita virtuale, ecco che tra ieri l'altro e ieri ieri sono riuscita a caricare due nuovi video su YouTube.

il primo è una micro-serie di micro-frammenti della puntata del Costanzo Show che mi ha visto come ospite in qualità di 'esperta di sex toys' (…??…).
davvero, i frammenti sono pochi, sparsi e confusi, ma giusto per dire: io c'ero.
a chi dovrei dirlo e per quale ragione sono domande che preferisco non pormi.
almeno, non di domenica pomeriggio.

il secondo è un taglio rubato dalla versione beta del servizio che la bella Arianna Chieli [ref. http://www.ariannachieli.com] reporter, fashionista, scrittrice, giornalista e topolona da sbarco, ha preparato per Current TV in omaggio alla mostra che la Triennale Bovisa ha dedicato a Guido Crepax e alla bella Valentina.
nel video, uno staff di esperti cerca di trasformarmi in una donna 'alla Valentina'.
la giornata a Milano è stata divertente e anche faticosa. quanto al risultato, lascio a voi il giudizio.

e ora basta didascalie: diamoci con i filmati!



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porco assassino!

di nadiolinda (28/04/2009 - 12:35)

e dopo anni in cui non succedeva più nulla di divertente, ecco che, dal nulla, arriva il porco assassino che ti ammazza con un raffreddore letale in meno di tre giorni.



*** abracadabra ***

ma che bella magìa:
c'è una nuova pandemìa!

per guarir non serve tanto.
ma se prendi controvento
uno starnuto un po' cruento,
bhè… prenota il camposanto
ché di certo, in pochi giorni
finirai tutti i tuoi inverni.

non perdona il porco assassino:
ne ammazzerà - state certi! - a centinaia
per vendicar l'immolata porcilaia
su altari domestici inondati di suino.

la soluzione è molto facile
ma è poco popolare:
mangiare meno carne e darsi da fare
per un corpo più sano e meno gracile!

ma a quanto pare l'amor per gli antibiotici
non tocca mai gli scettici
sostiene i politici
unifica anche i critici
e ci rende, più che romantici,
solo un branco di porci psicotici.

***

per chi se ne fosse dimenticato, ricordo la pandemìa più recente.
influenza aviaria era il suo nome, doveva mietere milioni di vittime in tutto il mondo e invece non ha combinato un cazzo.
ma prima c'è stata la mucca pazza, e lì, come molti, mi ero illusa che il buon senso spingesse verso un consumo più responsabile di carne bovina che non fa bene né all'organismo né al pianeta. e invece c'è stata solo un po' di coda fuori dalle farmacie e poi tutto a posto.
e prima ancora di tutto questo c'erano i ciclici allarmi, all'inizio delle stagioni fredde, per 'la più spaventosa influenza che sia mai arrivata da terre lontane per colpire i nostri cari più deboli, bambini e anziani'.

la soluzione è sempre quella: imbottitevi di medicinali.
che non funzionano, ma in via preventiva è la cosa migliore.
certo certo. come dire che siccome io abito vicino all'inceneritore, per non morire di cancro alle vie respiratorie dovrei abituarmi e attaccarmi ogni giorno per qualche minuto al tubo di scappamento dell'automobile.
sappiano i più scettici che dietro a ogni pandemìa ci sono molti potenziali affari. quello palese riguarda le case farmaceutiche che possono immettere sul mercato molti prodotti inutili, scadenti e scaduti e tanto la gente li compra lo stesso. ma ce ne sono anche altri, solo che non ho voglia di elencarli.

e in verità, in verità vi dico, che è in arrivo la peggiore pandemìa planetaria che mai si sia vista su questo pianeta. colpirà tutti, indistintamente e l'annunciò anni fa (era il '95/'96) un profeta dei nostri tempi, Roberto Benigni, che già predisse il maiale rincoglionito (e in effetti, un'influenza come quella che si sta millantando dal messico un po' ci assomiglia).
si tratta del terribile ABBACCHIO FROCIO.
non serve mangiarlo, nemmeno entrare in contatto diretto con il famigerato piatto infetto. basta odorarne il profumo che la trasformazione è immediata. dunque, donne, tenete mariti, fratelli, padri e fidanzati in casa, sprangate le finestre, mettete filtri di depurazione all'aria e preparatevi a combattere i malvagi effluvi a colpi di cavolo bollito e cavolfiori al vapore, in attesa che arrivi il nuovo potente antibiotico Bayer a base di soffritto di aglio, porro, ed erbette puzzolone!

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ANGELS IN AMERICA - Quando il teatro ti travolge

di nadiolinda (20/04/2009 - 15:42)

è successo che scrivessi sul teatro.
è per via di un vecchio amore, mai sopito, per la magia della scena. ma poi so benissimo che esiste un mestiere di chi fa i teatro e che ci sono i tempi, i ritmi della produzione, i bilanci, gli appoggi politici, i finanziamenti, la burocrazia e la legge.
in tempi difficili, di tagli, il problema diventa costruire i cartelloni e attirare il pubblico. perché per andare a teatro spesso occorre preparazione, così si dice.
ma questo è vero solo in parte.
se uno spettacolo è ben costruito, se il testo ha qualcosa da dire e la partitura scenica aiuta la comunicazione, allora si va a teatro immersi nella beata ignoranza dello spettatore curioso e se ne esce felici e ben più sapienti.
quello che manca, in effetti, al pubblico di oggi non è la preparazione culturale, ma una soglia di attenzione che vada oltre i tempi del videoclip.
così, gli impresari un po' tonti che riempiono il cartellone per le vecchie carampane tintinnanti di pendagli dorati e per le scolaresche minacciate da tirannici prof, credono di assicurarsi la sala con i soliti autori noti e le solite messinscene che, anche a perderle, non ci si perde granché.
motivo?
non raccontano niente.
chi fa il teatro senza rischiare lo fa, di fatto, senza comunicare.
però se a uno gli piace stare sotto i fari del palco e a qualcuno gli piace guardare e pensare che gli piacerebbe anche a lui fare quello che sta sotto i fari del palco, bhè: saranno poi affari loro. onanisti e guardoni sono coppie parafiliache da sempre esistenti e mai in estinzione. di certo, non si sta qui a giudicare.
molto più utile è invece considerare cosa e come il teatro possa vivere oggi.
e soprattutto perché.

quella di Brescia è sempre stata una stagione indecisa. un po' di classici pallosi, qualche produzione montata per mantenere la nomea di teatro stabile, sorprese di tanto in tanto e, tutto sommato, il merito di farmi fare un abbonamento ogni anno (nella versione posto a rotazione, pago un po' di più però scelgo io cosa vedere) negli ultimi dodici anni.
quest'anno ero delusa perché mi sono fatta delle dormite colossali e questo non è da me.
lo sono stata ancora di più quando all'apertura del sipario la scenografia era grandiosa e gli spunti iniziali erano incoraggianti.

 


e poi, come ieri, arriva il tana-libera-tutti.
ANGELS IN AMERICA, regia di Elio de Capitani (nel cast) e Ferdinando Bruni.
un incontro casuale e una chiacchierata con Bruni, anni fa, mi hanno fatto scegliere di abbandonare il palcoscenico.
forse non avevo abbastanza talento, forse le sue parole sono state determinanti.
poco importa, visto che lui non si ricorderà e io ormai la mia scelta l'ho fatta.
ci sono andata così, ignorante e un po' disillusa. e lo spettacolo mi ha travolto. l'energia della scena, la bravura degli attori, la rivisitazione del testo, la potenza dei video e delle musiche: tutti i premi ricevuti non sono abbastanza.
lo spettacolo è roboante.
il lavoro è di tutta la squadra del teatro, anche dei tecnici nascosti.
le ragioni per andare a vederlo sono tantissime. perché in questo testo ci sono tutti i temi della fine millennio, attraverso cui si può rileggere il nostro male sociale da post 11 settembre.

a questo link godetevi il trailer.
poi cercate la data più vicina a voi, non perdetevelo!
perché il teatro è un happening esclusivo e se non ci siete è tutto perduto.

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'mi pento di cuore'

di nadiolinda (20/03/2009 - 16:31)

queste sono state le prime parole che ha pronunciato Josef Fritzl, noto ormai con il nome ben più calzante di "mostro di Amstetten", condannato ieri all'ergastolo da scontare in manicomio.
per dovere di cronaca, le sue parole esatte sono state: "Mi pento con tutto il mio cuore per quello che ho fatto alla mia famiglia. Purtroppo non posso più fare niente di buono. Posso solo provare a limitare i danni per quanto possibile".
e vabbè.
consideriamo il lato positivo: in austria la giustizia funziona.
e tutto sommato, funziona bene.

ma non è questo di cui volevo scrivere.
sono giorni in cui vivo completamente straniata, come se mi trovassi in una realtà parallela.
la stessa realtà parallela dove un mostro come Fritzl può ancora dire di 'avere un cuore' o ammettere di potersi 'pentire'.
chi di voi ignorasse la vicenda, può trovarne molte tracce nella rete.
la storia di Elizabeth, figlia del mostro, sequestrata per 24 anni dal padre e costretta a vivere coi figli dell'incesto in un ricavo di cantina di 11 mq, supera anche il più brutale dei romanzi partoriti dal più malato degli autori. esiste una realtà mostruosa in cui mi trovo immersa in questi giorni e che mi paralizza. ogni tanto, quando penso di averci trovato un senso, come alice nel paese delle meraviglie, mi accorgo che le strade non portano da nessuna parte e che ho ascoltato ingenuamente i consigli di uno stregatto svanito.



la cosa meno 'grave' a cui assisto in questi giorni è la vergognosa campagna Enel per gli abbonamenti al consumo di energia secondo la 'tua taglia'.
considerate bene che questa 'allettante' offerta è in realtà una colossale fregatura.
la taglia più piccola, infatti, costa 12€/mese+tasse.
personalmente, io consumo molto meno perché l'anno scorso, con il decreto bersani, ho usufruito gratuitamente del passaggio alle tariffe bio-orarie, che permettono un risparmi di oltre il 30% se si consuma energia nelle fasce in cui è meno richiesta (h.19-08 e weekend).
quella di enel è una pessima offerta e, inoltre, costituisce un grosso passo indietro rispetto a un'educazione responsabile al consumo energetico. dunque: prima di sottoscrivere queste allettanti proposte truffa, pensateci bene.
potete ancora contattare il vostro operatore e pretendere il passaggio alle tariffe bio-orarie.
nonché, iniziare un consumo consapevole.

la mostruosità più ridicola è -di nuovo!- la predicozza del papa contro il preservativo.
questa mattina, l'elefante con la lingua felpata Giuliano Ferrara proclamava dai microfoni di radio24 che il papa non ha detto che il preservativo è male. anzi: lodava il fatto che il pontefice, coraggiosamente, chiamasse il preservativo con il suo nome, senza usare giri di parole.
è stato un momento commovente. un po' come quando tuo figlio dice per la prima volta 'cacca' e non più 'pu-pu'.
e a proposito delle parole del papa, è vero: non ha detto che il preservativo è male.
ha solo detto che non serve e che invece la soluzione è sposarsi e/o essere amici dei malati.
è come dire che per curare la polmonite bisogna essere amici dei malati e/o imparare a parlare senza sputare in faccia all'interlocutore. o che per curare la peste bisogna fare lunghe processioni in cui si prega e ci si flagella e però si è amici dei malati.
…ah, ops. questo è successo davvero.



la mostruosità più agghiacciante è che in questi giorni, alla camera, nel marasma del pacchetto sicurezza e dei litigi di parte a cui nemmeno i protagonisti credono più, è in discussione (…come in parlamento si discutesse ancora) una norma secondo cui i figli di genitori apolidi (ovvero: senza cittadinanza) che nascono in italia non possono essere registrati dall'anagrafe.
ovvero: rimangono apolidi.
con l'introduzione del reato di clandestinità e l'obbligo di denuncia per i pubblici operatori, anche sanitari, il conto è presto fatto: questi bambini non hanno diritti e non vengono curati.
la situazione si fa sempre più aberrante. la tesi della superiorità e della precedenza della razza italiana porta ormai a considerare come il cittadino di pelle bianca, ceppo caucasico e carta d'identità regolarmente rilasciata dal suo comune di residenza sia indiscutibilmente superiore ad ogni altro essere umano. e non importa se è un mafioso, un politico corrotto, uno stupratore, un finanziere fraudolento, un camorrista, un brigatista, un poliziotto ricusato dall'arma: i suoi diritti civili sono garantiti e tutelati per il solo fatto che è italiano.
Baumann, discutibile voce analitica del nostro tempo, scriveva già ne 'La società sotto assedio' come il sistema consumistico in cui viviamo tenda a produrre rifiuti umani. in particolare, rilevava come nella dichiarazione dell'uomo e del cittadino la doppia distinzione 'appunto' tra uomo e cittadino comportasse l'ipocrita esclusione etica di tutti coloro che NON sono cittadini, ovvero non riconosciuti dallo stato.

ignoro come non ci si possa sentire umiliati, offesi, furiosi.
ignoro come le persone, anche quelle che non mi rappresentano, stiano per votare una simile misura.
ignoro come le istituzioni possano essere non semplicemente 'cattive' (come disse Tremonti, dimenticando la natura primaria dello Stato laico) ma finamai crudeli e spietate.
questo non è un mondo difficile: è solo uno stato di merda!

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i hate shopping

di nadiolinda (11/03/2009 - 10:25)

gli anni di università li ho condivisi con due coinquiline in gamba. che però avevano un vizio capitale: adoravano i romanzi della kynsella. loro li hanno letti tutti, scambiandoseli.
io ho retto col primo, come prova di amicizia.
ricordo ancora di essere arrivata a stento alla fine, abbattuta nel mio intimo dalla noia profonda per questo libro così inutile e poco interessante.
però, fedele al mio voto di amicizia eterna e molto curiosa dopo le polemiche che ho sentito, sono stata a vedere anche il film.
mi piacciono le serate al cinema con le amiche a vedere cose poco impegnative, magari perfino trash. non mi aspetto niente dal film perché tanto so già che la parte migliore sono i commenti condivisi alla fine, a un tavolino da bar.non mi aspettavo nulla da questo film, è vero.
ma tutto pensavo tranne che fosse un film dell'horror.
ho passato tutto il tempo rattrappita sulla sedia, inorridita da tutto: da lei, dalla sua goffaggine, dal suo malgusto, dalla sua stupidità eclatante, dalla sua totale assenza di moralità, da come riuscisse a dire sempre la cosa peggiore al momento peggiore e a fare le cose più stupide e insensate in ogni situazione.non potevo fare a meno di chiedermi perché di ogni battuta, di ogni scena. e anche mi sono chiesta se non esiste più la figura del revisore delle sceneggiature perché questa qui, di storia, proprio non sta in piedi.
non avrei mai pensato di dirlo, ma vi assicuro che il libro è molto, ma molto, ma molto più interessante e perfino intelligente del film.
e qui rientra in gioco il detto per cui quando mangi merda per un sacco di tempo anche il fango non sembra così male. ecco: il rapporto tra film è libro è più o meno lo stesso. il livello è così infimo per entrambi che l'unica cosa che ti aspetti è solo la coerenza, nulla di più.queste storie vanno raccontate per spegnere la testa e guardarsi un po' di abiti in santa pace.ma qui anche lo stylist è stato pescato all'oratorio di un villaggetto nel connecticut. lei ha uno stile da sfigata e molla l'unico oggetto decente che si vede in tutto il film: un paio di stivali rossi di gucci davvero non male.



a parte la sceneggiatura davvero imbarazzante per chi si pecca di averla firmata, quello che mi ha scandalizzata è il fondo morale del film.
e mai come in questo caso, di fondo vero e proprio si tratta.
la becky del libro era una ragazzina irresponsabile che giocava con le carte di credito e poi imparava dalla vita che bisogna crescere e imparare a dare valore ai soldi.
la becky del film, invece, è una stronza eclatante, che non esita a barattare l'abito da damigella per il matrimonio della sua migliore amica con una specie di tovaglia viola in acrilico che si butta sulle spalle per un esordio televisivo in cui fa la figura di quella che è: un'immatura bugiarda.
e quando tutto va male perché lei non sa dare valore ai soldi come non lo sa dare agli affetti, torna da suo padre che le fa uno di quei discorsi da film americano il cui succo è però profondamente deviato: figlia mia, le dice, venderò il camper che ho comprato con i risparmi di una vita per ripianare i tuoi debiti e tu non devi preoccuparti ché questo paese è diventato grande proprio perché i suoi cittadini spendono molto al di sopra delle proprie possibilità.



dunque, anche agli occhi di suo padre, becky è una cittadina modello perché usa il mezzo simbolo degli Stati Uniti, cioè le carte di credito, nel modo migliore: per indebitarsi.
vorrei anche parlarvi del mondo descritto nel film, dove le donne hanno orgasmi multipli alla vista di oggetti di moda di qualsiasi portata ma dalla completa e assoluta inutilità.
il mio terrore, guardando questo film, è stato proprio questo: era come se gli oggetti di moda avessero in effetti un valore assoluto. mentre tutte noi sappiamo benissimo che la moda è passeggera e che anche il più bello dei vestiti è solo…un vestito.
non ci credo che esiste un mondo dove gli oggetti possono avere un valore così distante dal loro utilizzo.e senza addentrarmi in quello che sanno tutti, ossia che l'industria della moda e quella della merce di basso valore hanno gli stessi siti e procedimenti produttivi, mi limiterò a dire che chi si indebita per gli oggetti (e non, ad esempio, per il cibo o per i beni di prima necessità) fino a trovarsi seriamente dei guai andrebbe considerato un malato bisognoso di sostegno psicologico e non certo una simpatica canaglia con cui stringere una profonda amicizia.




chiudo con una piccola considerazione sui soldi.
il rapporto coi soldi è del tutto personale. alcune persone diventano insospettabilmente dei mostri quando si trovano a doversi confrontare a colpi di beni al portatore. quando frequento un uomo, so che posso accettare molti difetti, ma non l'avarizia. un uomo che non è generoso con quello che possiede non lo è nemmeno con i suoi sentimenti.
anche per questo motivo la specie di prequel malriuscito di 'I love shopping' della Kinsella che ho visto al cinema mi ha così turbato: perché è un inno all'egoismo irresponsabile e al malsano rapporto deviato con il denaro, in nome del quale sono azzerati perfino i sentimenti più nobili e che viene barattato con oggetti così futili che, a fermarsi e fare il punto di una vita spesa così, può venirne solo tanta pena.

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il mondo diviso in due - il BORIS GODUNOV della Fura dels Baus

di nadiolinda (05/03/2009 - 12:59)

questa è una recensione allo spettacolo BORIS GODUNOV della Fura dels Baus in scena fino a venerdì a Milano al Teatro Smeraldo.



ma prima di dirvi cosa penso della messinscena cui ho assistito ieri sera, ho bisogno di fare una premessa. e cioè:
ho passato tutta la vita a imparare che le cose non sono bianche e nere, ma che esistono (infinite) sfumature di grigio che descrivono la realtà.
anni di impegno e di comprensione e di sforzo per considerare sempre un nuovo punto di vista.
bene.
ad oggi, sono assolutamente convinta che la pluralità delle opinioni e delle considerazioni e dei punti di vista sia una ricchezza della vita, più di quella reale che di quella virtuale.
ma so anche che semplificare al massimo, alle volte, aiuta parecchio.
ad esempio, nelle relazioni, ci sono due modi per essere:

se sei così :-D allora va tutto bene
se sei così :-( è il caso di prendere in considerazione l'idea di mollare.

ma potrei farne molti altri di esempi in cui il bipolarismo funziona meglio dell'analisi minuziosa. solo che volevo dirvi cosa penso del Boris Godunov.
…è un vero spettacolo!
il meno tecnologico della Fura, almeno per la mia esperienza. ma di certo il più umano. forse perché il dramma dei terroristi e dei loro prigionieri (lo spettacolo si ispira ai fatti del teatro Dubrovka di Mosca dove, nel 2002 si erano asserragliati i terroristi ceceni) non ha bisogno di drammaturgia per essere intimamente capito dal pubblico.
quello che di solito rimprovero alla Fura è la difficoltà ad armonizzare testi 'classici' -che sono sempre la base degli spettacoli- con il racconto a crudo di temi contemporanei. ma qui, nel Boris, complici un gruppo di interpreti strepitosi, il matrimonio tra il testo di Puskin, il copione e l'improvvisazione in sala è perfetto.
due ore e mezza ostaggi degli attori in un dramma comune per raccontare quello che scriveva Remarque: le guerre dovrebbero essere combattute dai capi di stato rinchiusi in uno stadio a massacrarsi a vicenda, con il popolo sugli spalti a fare il tifo.
e invece, sappiamo bene come vanno le cose nella realtà.

la considerazione iniziale sul mondo diviso in due vale anche per il teatro.
ci sono due modi di fare teatro: per sé e per gli altri.
il teatro italiano conosce recentemente autori talentuosi e con grande spirito direi di sopravvivenza. senza citare paravidino o emma dante, vi invito a recuperare la raccolta di Minimum Fax edita da poco sulle nuove voci della drammaturgia nazionale.
ma il teatro italiano, così come il cinema, cade nei suoi interpreti, ancora prigionieri del mito del gigione, del mattatore, del protagonista che si impone sui personaggi schiacciandoli senza riuscire nemmeno a raccontarli.
esiste un altro teatro che riesce ancora ad essere vivo, che ha interpreti bravi e umili, che è ricco di idee, che è ancora un'esperienza che vale la pena di vivere.
andate a vedere la Fura, oggi o quando ne avrete l'occasione.
e capirete cosa voglio dire.

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di come i buoni propositi se ne vanno allegramente a puttane

di nadiolinda (27/02/2009 - 12:46)

ieri sera ero piena di buoni propositi.
primo: stirare.

le single fanno anche quello e in fondo a me non dispiace poi tanto.

però stirare è troppo da casalinga putta e allora di solito ci unisco qualcosa di culturale.

inizio con l'ultimo TG della sera. la prima cosa che sento è che i
nostri nella loro Versaille romana stanno discutendo della legge sul
testamento biologico.

oddio…discutere è una parola grossa…

insomma, sento che è condiviso un punto di vista, cioè che questa legge
schifosa e immorale che si permette di decidere al posto del singolo
del suo diritto a rimanere in vita insieme al benjamin e al cactus in
salotto ab aeternum o almeno finché il corpo non va a muffa (che non è
la muffa nobile dell'uva che serve per il passito ma è più la muffa
delle cripte vescovili o di quelle dei conventi con i cadaverini dei
figli illeciti delle suore) è una legge buona e giusta perché è
necessario sollevare il paese da un peso morale come quello a cui ci
siamo trovati di fronte col 'caso Eluana'.

insomma: lo fanno per noi.

ci tolgono il peso di pensare, la preoccupazione di prendere coscienza,
la dignità di essere persone che ragionano di etica, di diritti, di
moralità.

ci tolgono il peso di essere divisi su qualcosa di importante.

come direbbe fantozzi: …come sono buoni loro!


mi chiedo come ho potuto vivere fino ad ora discutendo animatamente con
altre persone di opinioni pesanti. e anche mi chiedo come abbia potuto
fino ad ora continuare ad avere stima di atri che pur hanno pareri
molto distanti dai miei …incredibile…

bhé, comunque, da oggi pare non sarà più un problema mio …sì, perché
l'idea di confrontarsi su temi importanti è un problema, una
preoccupazione, un inutile stress sociale…


accantono il TG e il mio primo buon proposito.


passo al secondo: Santoro e un po' di dibattito sul lavoro, in Italia e
in Europa. prima inquadratura: paperino Tremonti che fa lezione a un
ragazzo che sta perdendo il lavoro e gli dice che è colpa della
globalizzazione perché ha stravolto il mondo in meno di ventanni, che è
un tempo troppo breve.

io lo guardo col ferro in mano e vorrei averlo davanti a portata di vapore.

penso a tutti i soldi che prende, agli aumenti che insieme ai suoi
colleghi della versailles romana si danno ciclicamente come premio
morale per essere così bravi a incularsi i cittadini mantenendoli
docili, penso che tra un po' lanceranno la campagna: 'sei un politico
col culo quadrato? adotta anche tu un disoccupato' e si faranno
fotografare in stile pietista con il loro disoccupato al guinzaglio,
felice e fedele.

guardo Tremonti dibattere con un sindacalista scaldapoltrone a caso che
parla di dazi in europa per proteggere il lavoro e penso al casino di
alitalia e agli stipendi dei cassaintegrati e a quelli dei sindacalisti
e mi viene una nausea così forte che per non vomitare sull'asse da
stiro, spengo. io al mio bucato ci tengo!


fine indecorosa del secondo buon proposito che si discioglie in un rutto liberatorio.


allora punto su un film da oscar in dvd che ancora non ho visto.

…però su Italia1 davano Dirty Dancing…

non resisto al richiamo di 'time of my life' e 'she's like the wind'.

miseramente, mi arrendo alla nostalgia dei miei teen movies che, se
devo essere onesta, non sono migliori di quelli che ci sono oggi. e
anzi: permettetemi di osservare che il patrick bacia da schifo, anche
se rimane un toro da competizione.


e insomma, pentita del mio abbandono in massa di buoni propositi,
stamattina ascolto radio24 mentre mi faccio il bidet e mi preparo
genericamente per diventare produttiva con il mio ruolo nel mondo. ed
ecco che giuliano ferrara mi racconta la storia del povero dirigente
Rai che un giorno si trovò crocifisso dai magistrati cattivoni che
pubblicarono le sue intercettazioni innocenti eppur travisate…








…no, ragazzi, proprio non ce la fo…mi arrendo! è una congiura!

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grazie silvio!

di nadiolinda (25/02/2009 - 15:06)

la cosa migliore che ha fatto per me berlusconi da quando è in politica è che mi ha permesso di inserirmi con competenza in molti dibattiti. per la prima volta, nella mia vita, ho la sensazione di capirci davvero qualcosa.
ed è così, giuro.
fare politica in modo berlusconiano non è difficile.
basta avere presente alcune semplici norme.

regola 1: la politica è come una partita di calcio. destra e sinistra sono solo due squadre, ma poi il gioco è lo stesso, le regole sono poche (e si possono ridiscutere ab aeternum in moviola), lo scopo comune a tutti i giocatori che siccome prendono una quantità folle di soldi se ne fregano comunque di come andrà la partita. i cittadini devono solo scegliere per chi tifare; a loro non spetta nessun altro ruolo se non quello di pubblico passivo. e pagante.

regola 2: se i soldi non sono miei, posso farci quello che voglio. così, ad esempio, con i soldi dati alla libia per non si è capito bene cosa, i libici si sono comprati unicredit che si è comprata la mia banca che adesso sta comprando i tremonti-bond ma forse li passa in austria. è bello. è come un domino in cui non sai mai dove cadono le tessere ma sai che cadono in ogni direzione e, sostanzialmente, un po' alla cazzo.

regola 3: il senso della vita è racchiuso in due parole: shopping & fucking. questo a qualunque costo. sull'uso indiscriminato e la svalutazione della figa secondo il premier, sorvolerò. mi limiterò a dire che, per avvalorare l'idea che l'economia italiana sta bene e che, dunque, possiamo indebitarci ancora, ogni volta che si muove o incontra qualcuno promette soldi e stringe accordi con gran sorrisi. lo ha fatto con alitalia, che ha svenduto combinando un macello in cui nessuno capisce più niente. però secondo lui 'è salva'. da chi e da cosa non si è capito. lo ha fatto ieri con la francia in cui -mi pare- ha raggiunto il massimo della creatività. ovvero: siccome non si investe da anni nella ricerca i nostri tecnici sono emigrati all'estero. allora ieri berlusconi ha comprato il know-how dei tecnici francesi (che sono italiani) sul nucleare per costruire delle fantomatiche centrali che quando saranno pronte saranno già vecchie. i tecnici francesi (che sono italiani) infatti utilizzeranno i nostri soldi per accelerare le ricerche sui reattori di quarta generazione che dovrebbero ridurre quasi a zero la produzione di scorie e che saranno destinati alla francia.
e comunque, rimane il problema dei soldi: chi paga per la costruzione delle centrali?
e la seconda grande domanda: ma ci servono davvero o si poteva investire nelle energie rinnovabili, pulite e meno costose? ecco, qui arriva la prossima regola che è…

regola 4: l'unica filosofia che si può applicare in politica è quella dell'uomo del bar. così, la risposta al nucleare è: ma tanto ci sono le centrali vicino ai confini! giusto, non fa una piega. è come dire che se io abito vicino a una porcilaia posso anche evitare di pulirmi il culo quando cago perché tanto puzzo di merda lo stesso. preciso.

regola 5: esiste un'italia sana (milano con il nord intorno) e un'italia spazzatura. della seconda è sufficiente non parlare. della prima si può dire che va sempre tutto bene.

regola 6: la gente è stufa di cose serie. in politica ci vuole creatività, fantasia e tanta tanta tanta simpatia.

regola 7: i veri valori di un uomo sono: la volgarità, il bullismo, l'amoralità, l'ignoranza e il malgusto. se hai questi, allora puoi fare i soldi. se hai i soldi, allora puoi fare davvero quello che ti pare.

regola 8: la dittatura è un concetto relativo e il dispotismo è solo un fraintedimento della monarchia illuminata. per dirla alla celentano, la democrazia è lenta, il premierato assoluto nella versione iosonoioevoinonsieteuncazz

o è rock.

regola 9: quando la violenza non è più controllabile nei posti chiusi, basta liberare i serragli e mandare in giro per le strade in divisa i più violenti e molesti. ogni altro tipo di intervento a monte è inutilmente dispendioso e impopolare.

regola 10: come per il marketing, anche in politica non contano i contenuti bensì l'immagine e il nome. ovvero: le parole sono solo parole.

e infine la regola di tutte le regole: in verità, in verità vi dico che se andate in chiesa tutte le domeniche e fate la comunione, potete fare davvero tutto quello che vi pare e sarete comunque persone rispettabili.

Tag: berlusconi,politica,sinistra,cazzate

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il fake delle ronde

di nadiolinda (24/02/2009 - 11:12)

parliamone, di queste ronde.
no, perché qui ogni tanto si fanno i proclami e pare che tutto andrà a posto. cos'è che scriveva vespa?? ah, si: il cavaliere cambia davvero le cose perchè lui vuole. amen.
…sticazzi.
l'estate in cui pianto l'ingegnere fissato con lo squadrismo da moto che gira in divisa per le strade coi suoi amichetti bulli e col cazzo moscio, mi salta in mente di fare la volontaria. cerco un po' in rete, vado all'informagiovani e mi capita sott'occhio una'ssociazione che sta a palau, in sardegna. mi dico che è una figata. così li contatto per fare da sostegno a una ragazzina su una sedia a rotelle. devo farle compagnia, portarla al mare, farle il bagno insieme a un'assistente di ruolo sul posto.
quando arrivo, scopro la realtà: questa associazione è nata perché quelli che ci sono dentro hanno litigato con quelli che c'erano già sul posto. così, hanno fondato un'associazione, fanno sevizio con l'ambulanza e hanno una divisa con un logo tutto loro. peccato che non sappiano fare pronto soccorso e il primo giorno che sono lì un ragazzo che ha un incidente d'auto viene soccorso male e muore nel trasporto. dopo di che, siccome sono donna, mi dicono che devo fare le pulizie della sede. per me non sarebbe nemmeno un problema, se le facessimo tutti. e invece scopro che le altre due ragazze che ci sono fanno non so bene cosa con il responsabile e sono esonerate da tutti i turni anche perché passano le loro serate a fotografare vip al billionaire.
così litigo, li accuso di essere dei delinquenti, minaccio denunce e vengo allontanata. protesto e dico che la ragazzina che sono lì per assistere ha bisogno di aiuto per andare al mare e che questo la rende molto felice.
mi si risponde che a nessuno frega niente della ragazzina perché a loro piace l'ambulanza. pare che con la divisa addosso si rimorchino molte più fighe; nessuna di queste handicappate.



quindi, il senso della storia è questo:
ogni cretino che non ha un posto nel mondo sogna di avere una divisa addosso. una divisa ti dà, di fatto, un'identità e un potere. ma non fa di te una persona migliore. a chi crede ancora nell'integrità delle forse dell'ordine, invito a visitare un forum a caso delle forze di polizia, per leggere i commenti.



altra piccola considerazione:
dopo la liberazione, con l'arrivo dei soldati americani, nel sud italia sono nati un sacco di bambini del color del cioccolato. lo racconta una popolarissima Tammurriata Nera napoletana, che forse in molti conosceranno. certo: qualche mamma era consenziente e innamorata.



quanto a me, quello che mi rende sicura nel tornare a casa è il saluto del proprietario della kebaberia che veglia gentilmente sulla mia incolumità, non certo qualche stronzetto armato di manganello con accesso al mio indirizzo di casa e ai miei dati personali.

Tag: ronde,volontariato,violenza

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la nonna Pierina

di nadiolinda (17/02/2009 - 12:47)

ieri è morta la mia super nonna.
94 anni di vita per oltre un quintale di peso.
decisamente, un peso massimo in molti sensi.

la mia nonna era molto malata da tanti anni. da almeno cinque non era più in grado di riconoscermi, per non dire altro. ha collezionato più malattie lei di una guida ai disturbi della terza età. però ha sempre tenuto botta.
un po' perché via via è diventata la nonna-bionica: denti nuovi, apparecchio acustico, bastone per camminare e altri piccoli accessori in sostituzione delle molte parti deteriorate dall'età e dai malesseri.
poi, nell'ultimo periodo, le trasfusioni continue per eliminarle i dolori degli ultimi grossi disturbi l'hanno trasformata in una specie di vampiro: quando si nutriva di sangue umano, stava meglio per un po'. e poi ricascava nelle sue crisi.
quando ancora mi capiva e mi parlava, io la prendevo in giro e ci ridevamo su, che era la nonna-bionica o la nonna-dracula.

e con questo post voglio ricordarla per come era, grossa e buona.
la miglior cuoca di fegato alla veneziana che sia mai comparsa nella provincia di brescia. era così buono che nessuno sapeva resistere e tutti i convitati finivano per collassare piuttosto che lasciare qualcosa nel piatto.
la mia nonna vanta nove gravidanze, di cui sette portate a termine con successo.
era anche dotata di senso dell'umorismo, visto che lei si chiamava pierina e le sue figlie le ha chiamate, nell'ordine: bortolina, orsolina, paolina, pierina teresina e …agnese.
la mia nonna era una cattolica fanatica, ma quando ha sentito questo papa parlare per la prima volta ha commentato: «questo qui non mi piace neanche un po'».
la mia nonna era una senza peli sulla lingua e con quello che mi ha raccontato, dieci anni fa, in un pomeriggio in cui faceva così caldo che ci siamo fatte venire il mal di pancia a furia di mangiare granite al limone gelate, tutte le cose che le mie zie negherebbero fino alla morte. ovvero che, anche se ora fanno tanto le santarelline, in gioventù si sono divertite molto più di me che in famiglia sono considerata la poco di buono.

e insomma, ieri la nonna si è addormentata e non si sveglia più.
poco male, perché domenica in un raro momento di lucidità è riuscita a rimproverare i figli che discutevano e litigavano e si affannavano a dispensare consigli medici e pareri infermieristici: «ma perché vi affannate tanto? non vedete che non c'è più niente da fare? io sono stanca».
e il giorno dopo, cocciuta come sempre, ha fatto quello che voleva e si è addormentata.
rimaniamo noi, che la ricordiamo ognuno a modo suo e che adesso ci tocca rimpiangerla, la nonna pierina. che le donne così, quando se ne vanno, lasciano davvero il vuoto.

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sottovuoto

di nadiolinda (11/02/2009 - 10:07)

esusta delle chiacchiere, eluana è morta.
diciassette anni sono un'agonia da guinnes.
rimane in sospeso il grande interrogativo: se davvero esiste un dio così grande e buono che l'aspirazione di ogni buon cristiano è stargli vicino in eterno, perchè il clero e tutto il pecorame cattolico continuava a inorridire all'idea della morte di un'ammalata irrecuperabile?
…mah.

un nuovo dogma da inserire nel prossimo concilio vaticano. dopo l'infallibilità del papa, il concepimento da vergine della madonna, la resurrezione col corpo e l'esistenza dello spirito santo [su cui ogni cristiano glissa con abili acrobazie poiché nessuno ha mai saputo spiegargli cos'è], ci sarà anche il dogma dell'aspirazione all'eternità senza dipartita.
ovvero: morire è brutto, andare da dio è bello.
o anche: finché muore cristo siamo tutti contenti, ma che poi non tocchi a noi che se no ci caghiamo sotto.

bene.
eluana è morta.
io odio sempre di più la chiesa cattolica e scrivo queste righe aspettandomi una meritata scomunica che appenderò in salotto sopra il divano.
su Facebook, regno del vogliamoci tutti bene e oh, come siamo belli e come siamo buoni, ho fatto un paio di memorabili litigate -con annesse espulsioni senza rimpianto- di tutti quelli che mi hanno scritto: esistono anche dei preti buoni.
…e chi se ne frega.
a quanto ne so io, i preti intelligenti si sono sbattezzati pure loro. tutti gli altri, per quanto mi riguarda, giocano nella squadra avversaria dello stato laico. non sono tipo da schieramenti, ma ogni tanto sì.

e insomma, eluana è morta.
che vergogna quello che succede prima e dopo. che schifo.
se qualcuno crede che dimenticheremo, si sbaglia di grosso.
da donna, sono rimasta disgustata dalle parole di un presidente del consiglio che non ha rispetto della sua carica ancor meno che delle donne e che osa dire 'salviamola perché può procreare'.
che schifo.
un premier che pensa che le donne sono, all'occorrenza, contenitori dove svuotare le palle o infilare un feto.
ecco cosa penso: con l'arrivo dei soldati e dello stato di polizia, ogni testa di cazzo guidata dal suo uccello verrà arruolato con la scusa di fare ordine per le città. avrà possibilità di pedinare le 'belle ragazze italiane', di proteggerle e di aiutarle a procreare, anche contro la loro volontà. non sarà violenza, no no: sarà sostegno allo stato, perfettamente legalizzato. nel frattempo, la battaglia antiabortista vincerà a colpi di fiducia e un nuovo decreto legge con immediata entrata in vigore eleggerà le donne a uteri ambulanti e condannerà lo spaccio di contraccettivi.
naturalmente, una clausola esonerà i politici e le loro numerose famiglie ufficiali e i concubinati. alle coppie italiane sterili continuerà ad essere negato il diritto a una gravidanza assistita, ma verrà dato il permesso di recarsi nei campi di accoglienza per prelevare, come al canile, bambini immigrati da allevare in famiglia italiana e far diventare a tutti gli effetti nuovi cittadini. la previsione di crescita demografica salirà in un anno ai massimi storici e al prossimo turno dell'italia alla presidenza dell'europa, il premier (ormai a vita, come il papa) annuncerà con orgoglio che come scopano gli italiani non scopa nessuno, visti i risultati.


ecco.
eluana è morta.
mi viene da pensarla come socrate che, bevendo la cicuta, ebbe a dire: «io vado a morire, voi a vivere. chi dei due abbia miglior sorte, non ci è dato di saperlo».
ma mi fa piacere postare qui il breve comunicato dell'UDI - Unione Donne in Italia, riguardo alle schifose parole del premier.
caro Berlusconi, le donne d'Italia, tutte insieme, la disprezzano profondamente, lei e quel becero clero maschilista, ipocrita, reazionario e spietato.
non dimenticheremo, non si preoccupi.

« Evocare il corpo fertile di Eluana da parte del Presidente del Consiglio per dare consistenza alla proprie parole e per rafforzare nell'opinione pubblica l'idea che quel corpo è vivo e vitale, ci dice che egli sa come si usano le immagini - vere virtuali simboliche - per comunicare. Ma le sue parole si ripercuotono violentemente su di noi donne perché rimandano ad una esperienza che conosciamo: possiamo restare incinte contro la nostra volontà, o in assenza di essa, solo per un atto di violenza. Se a Berlusconi viene in mente questo esempio, è perché una donna può essere ancora rappresentata come un contenitore, e colpisce quanto egli sia in sintonia con il peggiore immaginario maschile che si racconta la donna come passiva, inerme, incosciente...Indigna che Berlusconi usi questa immagine per dire che un corpo è vivo e vitale; indigna che usi una donna per legittimare la presentazione di una legge che priva tutti, uomini e donne, della sovranità».

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waiting for berlusking

di nadiolinda (09/02/2009 - 15:53)




- oh.
- eh.

- ma tu sei per la vita o contro la vita?
- eh, che domanda difficile. non si potrebbe mica averci prima almeno una tazza di caffè?
- poche storie. walter ha detto che la politica e lo stato non devono interessarsi a queste questioni. quindi, come al solito, tocca occuparcene noi.
- senti, ma quanto prende il walter per dire che non deve occuparsi di queste cose? non potremmo fargli almeno pulire il cesso, così fa qualcosa?
- mah, magari sì. domani ha detto che non va a votare. dunque ha la mattina libera. direi che può tranquillamente pulire i vetri e magari iniziare pure a stirare il bucato della settimana.
- non fargli stirare le camice, che la destra la liscia benissimo, ma la sinistra la stropiccia tutta.
- azz, c'hai ragione. che incapace. manco buono a stirare… e tutti quei soldi… non mi ci far pensare…
- è uscita la graduatoria sul Sole24Ore per gli stipendi delle colf. non è ora di adeguarlo alla categoria più bassa? non sa fare nulla, non sa fare.
- dai, lo sai che tiene famiglia. e poi se gli dici che non sa fare niente, piange.
- senti, però ancora non mi hai risposto. ma tu sei per la vita o contro la vita?
- dipende.
- da che?
- bhè, dipende.
- ma sì. da che?
- dal tasso d'interesse.
- …
- e dalla maxi rata finale. quella è sempre una fregatura. ma ho sentito dire che se dico che sono per la vita, tremonti mi dà gli ecoincentivi per farmi rottamare prima.
- … vabbé, dai. sentiamo il walter: domattina che non è in aula andiamo in giro a fighe, che è meglio.

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la lezione del tango

di nadiolinda (06/02/2009 - 16:32)

un'apparizione sulla TV nazionale fa molto di più di cinquanta presentazioni di successo. per chi avesse dei dubbi, ora può tranquillamente zittirli.
la TV, come ogni media unilaterale, ha il potere si raggiungere chiunque. e quando dico chiunque, intendo proprio tutti. anche quelli che di cui ignori l'esistenza e che, però, improvvisamente hanno voglia di entrare in contatto con te.
niente di male, anzi.
per fortuna, devo dire che le persone galanti e cortesi sono state molte di più degli idioti. questa è stata una sorpresa, visto che ho parlato di giocattoli sessuali e poco altro.

ma di altro volevo parlare.
una domanda mi viene spesso fatta e che, più o meno, suona così: «ma a parlare sempre di sesso non ti stufi?»
e alle volte si presenta nella variante ipocrita e falsamente pietista del: «poverina, a parlarne sempre non lo farai mai».

se mi gira storta, abbozzo e faccio finta di niente.
se voglio confutare, di solito, utilizzo l'esempio del cibo. dico che l'Italia è una nazione ossessionata dal cibo e dalla cucina: libri, trasmissioni, radio, canali dedicati, riviste.  le conversazioni degli italiani sono ipocaloriche e unte di burro. non per questo siamo un paese di grissini. a dire il vero, nemmeno un paese di grandi obesi. direi che il fatto di parlare osessivamente di cibo influisce solo parzialmente sui nostri costumi e sulle nostre abitudini alimentari.
e questo, se uno ci pensa, vale un po' per tutto.



oggi piove.
spulciando nell'armadio, ho ritrovato le mie vecchie scarpe di sala da tango che avevo fatto risuolare per usarle anche nella vita vera, visto che non ballavo praticamente più.
nell'infilarle, a scapito del tempo assolutamente inadatto, mi è tornata in mente la lezione del mio maestro di tango, che ho voglia di raccontarvi. e poi fatevene quello che vi pare.
quando sono entrata in sala, come tutti, la mia domanda era: come si fa.
volevo i dettagli tecnici: dove vanno le mani, quali sono i passi, come si conduce, come si gestisce il peso, quali sono i dettagli delle figure.
eravamo tutti così, tecnicamente frenetici e formalmente ansiogeni.
il maestro ci ha dato la risposta che volevamo. da manuale:

Posizione di partenza. In piedi, uno di
fronte all'altro, la mano destra di chi guida sulla scapola sinistra di
chi segue, la mano sinistra di chi guida contiene la mano destra di chi
segue. La mano sinistra di chi segue si poggia sul bicipite destro o
sulla scapola destra di chi guida. I gomiti di entrambi sono rivolti
verso il basso. Valgono le stesse regole di postura viste per gli
esercizi svolti finora: testa alta, schiena dritta, gambe rilassate,
piedi uniti.


poi, quando eravamo pronti, ci ha fatto fermare.
« per ballare il tango basta una mano » ha detto, indicando la presa che ciascuno dei due ballerini ha dietro la schiena del compagno, all'altezza della scapola.
« questa presa è quella che vi tiene uniti, che vi dà sicurezza. il significato profondo del tango non sta in una tecnica perfetta, ma in una profonda fiducia. il senso di questa presa è semplice come la passione: siccome mi fido di te, lascio che tu mi tocchi il cuore. ricordatevelo sempre ».



la lezione del tango me la ricordano le mie scarpe, quando la testa rischia di dimenticarsi che esiste sempre almeno una seconda risposta ad ogni domanda; a volte più semplice, ma non per questo meno impegnativa.

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ruttolinda si fa domande

di nadiolinda (05/02/2009 - 11:42)

inizio con lo scusarmi se ho tralasciato un po' il blog, in queste settimane.
mi avete scritto in tanti, grazie, è stata una manifestazione d'affetto che ho apprezzato assai.
ma la verità è che nella vita ci sono molti momenti. io sono per il bipolarismo e per l'attenzione selettiva: non si possono fare più cose contemporaneamente con lo stesso impegno. nel mio caso, o vivo o scrivo.

ecco che succede in queste settimane.
c'è sempre il momento in cui certe domande è necessario farsele.
meglio: per chi vive con ingenuità e ignora che ogni momento si fanno delle scelte e che ogni scelta è l'inizio di una strada a senso unico, ogni istante è spensierato, il rimpianto è un valido compagno di viaggio e le giustificazioni fantasiose e salvifiche non si contano mai abbastanza.
ma se la vita l'affronti come si fa con i play-books, sai che tutto dipende esclusivamente da te. dunque, niente scuse, niente giustificazioni, niente rimpianti.
un po' di sana analisi di coscienza, insomma, che non guasta mai ma scarseggia parecchio.



allora, sabato è stato il momento di una domanda grossa grossa, che mi girava nello stomaco da un po'. e come i rutti in fase di definizione, anche gli smottamenti nello stomaco non hanno forma fincheé non diventano o un boato alitoso o una domanda ben delineata.
sabato mi sono addormentata con lo stomaco che sobbolliva.

dodici ore ho dormito, e ancora non mi bastava.
il corpo esausto, la mente in bomba, il piede tatuato di fresco che pulsava e rimaneva indeciso se rintanarsi al caldo del piumone o uscire a cercare sollievo nel fresco della notte.

dodici ore ho dormito perché avevo bisogno di rimanere incosciente.
ogni tanto mi capita di aver voglia di infilarmi un cacciavite nell'orecchio, per cercare se da qualche parte, nel cervello, esiste un interruttore che mi faccia spegnere i pensieri. ma poi non so mai quale emisfero scegliere e allora mi arrendo e mi accontento di dormire. 

dodici ore nell'incoscienza, per fermare ogni attività e permettere allo stomaco di ruttare la domanda giusta.
la mattina nevicava e io avevo uno stage di danza, l'ultima giornata in teatro a muovere il corpo improvvisando senza musica. non mi sono mai chiesta come si fa a ballare senza musica. me l'ha chiesto una persona, anni fa. ma non era un buona domanda perché già avevo la risposta: si fa e basta.
non è la musica che ti fa ballare: è il corpo cosciente della sua qualità di movimento.
e questo lo so.

la mattina non volevo alzarmi, ma gli organi interni non si mettono in moto senza un'iniziativa della volontà cosciente. tutte le discipline orientali consigliano sotto le coperte la posizione del gatto per attivare le funzioni vitali con un segnale inequivocabile: una sonora scoreggia.
e ricordo una storia che la mia mamma mi raccontava, sulla lotta per il comando degli organi del corpo, in cui uno alla volta sciopera per dimostrare la sua necessità. e alla fine, quando sciopera il buco del culo tutti si arredono: è lui che comanda.
ma la mia domanda non è una scoreggia, è un rutto che arriva dallo stomaco e ancora non si muove.



così mi alzo, medico il piede tatuato, infilo la tuta a strati e salgo in auto sotto la neve. in retro, percorro il vicolo e mi fermo davanti al caffè dove si incontrano gli abitanti della città vecchia, qualcuno vecchio nel corpo, qualcuno nella testa. riconosco le puttane e i transessuali che battono sotto casa. sono quelli che mi tengono d'occhio l'auto quando la lascio in divieto, che comprano le medicine alle signore anziane che vivono da sole, che ti raccontano i movimenti degli spacciatori e le vie che è meglio evitare, che fanno la vita sana di queste strade.
è domenica, penso, faranno colazione dopo la serata di lavoro.
e mentre finisco la manovra, si avvicinano le mie due pereferite, perché ormai siamo in confidenza e ci salutiamo sempre e loro leggono le mie rubriche e le commentano e mi chiedono se sono vere…

< si, certo, perché dovrei scrivere di qualcosa che non è vita? che senso avrebbe? a chi interesserebbe? e, in ultimo, cosa c'è di più bizzarro della vita che vive in modi imprevedibili eppure, semplicemente, va avanti? >

… che commentano sempre in modo arguto perché loro la vita hanno imparato ad afferrarla dritta dritta per le palle…
< si fa così, cara mia. decidi e vai dritta a testa alta. e a chi ha qualcosa da dire, un calcio diretto nei coglioni, ché il rispetto a una signora non lo si nega mai>

… che mi danno consigli sull'abbigliamento e approvano i miei fidanzati e si informano se mi trattano come si conviene a una donna…
< si, ho uomini che mi amano. e mi domando come mai. ma anche questa la so: l'amore non ha a che fare con il merito>

mi fermano le mie puttane di fiducia e mi dicono che mi hanno visto in TV. vogliono che mi fermi con le amiche e allora parcheggio in divieto e bevo un caffè al banco, perché ho fretta e non ho ancora fatto il mio rutto liberatorio. mi raccontano veloci del sabato sera e poi mi dicono cose come 'teh, ma Costanzo com'è dal vivo?' o 'ma la Mosetti s'è rifatta, neh?' e ancora 'ma Papi…che simpatico che è. vero che è simpatico, vero?'.
io non so rispondere, naturalmente.
anche questa la so: la televisione sembra un mondo e invece è irreale, non esiste. chi la popola sono personaggi che non sono più veri e meno drammatici di quelli pirandelliani, come loro perennemente in cerca di autori che gli mettano in bocca parole e gli facciano fare azioni.
e so anche un'altra cosa: non mi interessa. le persone mi piacciono sempre più dei personaggi e la tv è uno spazio così stretto che ci si respira a fatica.
e poi la mia trans siliconata di 52 anni mi dice con voce baritonale:
'certo che sei bella sciolta, eh?!'

…puff. rido. di gusto. per la prima volta dopo giorni. il caffé mi sale su per il naso e mi torna una gran voglia di uscire, di scrivere, di vedere gli amici. lo stomaco si ferma e dimentico la domanda in sospeso.
è bastato un momento di leggerezza e tutto è andato a posto.

alle volte, c'è una domanda che non bisogna farsi, perché se no poi le cose diventano davvero troppo complicate.
e mica ne vale sempre la pena, neh?!

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Le leggi dell'attrazione - posta del cuore (5)

di nadiolinda (06/01/2009 - 14:31)

[da BresciaOggi - BresciaWeek - ven 24.12.2008]

Cara Nadiolinda,
approfitto di questo spazio per chiederti un parere. Da qualche tempo, frequento una donna per motivi di lavoro. Siamo in sedi diverse, ma non troppo distanti. Dopo i primi approcci (pochi) fra il professionale e il confidenziale, sono stato diretto è le ho paventato il mio interesse sessuale nei suoi confronti. Premetto che siamo tutti e due già in coppia; felicemente, almeno per quanto mi riguarda. La questione è una forte attrazione fisica, che entrambi sentiamo e che, secondo il mio modo di vedere,andrebbe la pena di vivere fino in fondo. Insomma: io le ho proposto un solo rapporto completo. Lei non mi dice di si, ma non mi ha mai rifiutato indignata. E mentre continua a dirsi non disponibile per questioni di correttezza verso il suo lui, di tanto in tanto si lascia baciare e toccare. Cosa dovrei fare secondo te?






Ti dirò: capisco la diffidenza della tua collega. Anche Glenn Close diceva a Michael Douglas che si sarebbe trattata dell’avventura di una notte. Ma la loro ‘Attrazione Fatale’ ha fatto solo un gran casino. In effetti, il quesito che sollevi è quanto mai interessante: se si possa amare qualcuno tutta la vita e tradirlo con episodi di puro sesso. Questo apre diverse prospettive. La prima ci dice che anche in natura gli animali monogami sono quelli esposti maggiormente al rischio di estinzione. La scienza ci dice che le regole dell’attrazione stanno tutte nella chimica: la dopamina decreta il colpo di fulmine, la serotonina è la causa dell’innamoramento, la vasopressina e l’ossitocina generano tenerezza. Però, se sei come me che in chimica avevo a malapena la sufficienza (ma solo perché stavo simpatica al prof e non mi voleva rovinare la media), puoi decidere di presentarti alla maturità (sentimentale) con un'altra materia. Per esempio, zoologia. E allora tu ti definisci una cornacchia, che si fa il nido e poi gracchia in giro senza troppi complimenti, e alla tua collega le dai della rondine, che non è fedele ma fa finta di esserlo per ragioni di comodo. E infatti, in un nido di rondini, 4/5 pulcini hanno in media 4 padri diversi. Ma i miei preferiti sono i rospi: in questa stagione, iniziano i corteggiamenti. Negli stagni ci si dà un gran da fare, con le rospe che emettono richiami e i rospi che si mettono in bella mostra. E finisce che verso febbraio di accoppiano tutti insieme, con ammucchiate a tre o quattro alla volta. Per arricchire il patrimonio genetico, dice la scienza. E se anche la zoologia non ti va a genio, giocatela con la sociologia. Digli che tu non sei un monogamo sequenziale, ma un poligamo selettivo. Non vuol dire niente, ma tanto la verità è che se una donna non ci sta, non c’è niente da fare.

[per scrivere alla Posta del Cuore: postadelcuore@bresciaoggi.it. Verranno accettate solo lettere firmate e provenienti da indirizzi e-mail validi. Le lettere saranno pubblicate ogni sabato su BresciaWeek, senza riferimenti diretti a fatti o persone riconoscibili]

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Anche tu twitti? - posta del cuore (4)

di nadiolinda (02/01/2009 - 17:11)

[da BresciaOggi - BresciaWeek - ven.19.12.2008]

Cara Nadiolinda,
da due giorni sono attivo su Facebook. Ieri ho aggiunto una tipa che conoscevo in Twitter ma che poi cancellò il suo account. All’inizio, abbiamo scambiato 4 chiacchiere. Fra le altre cose, mi dice che s'è da poco lasciata col suo ex marito. Poi  aggiunge che le è sempre piaciuto il modo in cui ero carino con lei. Io chiarisco che sono solo una persona gentile e che flirtare quando si chiacchiera non significa provarci davvero. Stamattina, mi arriva la mail da Badoo, di uno dei miei contatti, una ragazza bella e sexy, con un gran fisico. Alle email sono allegate un bel numero di foto osé. La trovo in chat e usa toni molto più vivaci e piccanti del solito. Insomma: si mette a flirtare di brutto e mi manda una raffica di foto che si scatta mentre parliamo; stesso genere di quelle già mandate, ma addirittura più hot. Puoi immaginare. Alla fine mi chiede di mandarle qualche foto mia, dello stesso genere, e se mai potremo vederci dal vivo. Io spengo la chat e rimango perplesso. Tu che ne pensi? Non mi sono mai visto come un’irresistibile calamita sessuale; piuttosto, mi chiedo se è dunque vero che in rete impera una grande promiscuità (non uso il termine che ho davvero in mente), soprattutto femminile... (mail firmata)






Per lavoro e per passione, leggo molte rubriche. Una delle mia preferite è quella che l’economista Tim Harford tiene sulle pagine di Internazionale. Grazie a lui ho scoperto uno studio di Steve Leavitt, altro economista, molto interessante dal quale emerge una domanda chiave: perché le donne che si prostituiscono sono ancora relativamente poche? Dice Leavitt: ‘Nella fascia più alta, parliamo di donne che arrivano a guadagnare centinaia di migliaia di dollari all'anno per lavorare poche ore al giorno e che vanno a letto con tipi spesso più piacevoli di quelli con cui potrebbero avere un rapporto "normale" dopo un paio di appuntamenti’. Altri studi, sempre di Leavitt, hanno dimostrato che la propaganda elettorale o la promozione di film hollywoodiani non hanno rientri direttamente proporzionali agli investimenti fatti. Ovvero: si spende perché gli altri lo fanno; però, è oggettivamente inutile. La tua amica ha gli atteggiamenti di una escort senza esserlo davvero. In un certo senso, è un fake, ossia un bluff virtuale. Come donna, affronta un periodo difficile della sua vita e cerca conferme facili e veloci. Per questo, utilizza la virtualità rendendosi un oggetto di desiderio per perfetti sconosciuti che rimangono tali. La ricerca di conferme è una pratica molto diffusa in rete. Siccome sei una persona sincera, investi tempo a chiederti perché lei lo faccia. Ma è un investimento senza ritorno, perché lei non esiste: è solo una proiezione virtuale del suo ego.

[per scrivere alla Posta del Cuore: postadelcuore@bresciaoggi.it. Verranno accettate solo lettere firmate e provenienti da indirizzi e-mail validi. Le lettere saranno pubblicate ogni sabato su BresciaWeek, senza riferimenti diretti a fatti o persone riconoscibili.]

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2008 per gradi

di nadiolinda (30/12/2008 - 10:40)

con questo post, inauguro la mia personale versione dell'usanza di classificare il meglio e il peggio dell'anno che sta per finire.
la cosa migliore di quest'anno è stata senz'altro la pubblicazione del mio libro, che è per me come un figlio: mi è costato (e mi costa) molta fatica, ma mi continua a dare un sacco di soddisfazioni.
la cosa peggiore di quest'anno è stata senz'altro la pubblicazione del mio libro, che è per me come un figlio: mi spinge sull'orlo di un esaurimento nervoso, modifica il mio corpo indipendentemente dalla mia volontà e, tutto sommato, fa quel cazzo che vuole lui.

contro la povertà della lingua e dell'ingegno, le tre intuizioni/creazioni geniali del 2008 sono state:
1. la customizzazione delle sacre scritture, che da decenni i cattolici effettuano per adattarle al proprio stile di vita (Gipi)
2. la mignottocrazia (© sen. Guzzanti)
3. wommanizer (Britney non delude mai!)

contro la mancanza di creatività e la crisi del cinema, i tre video musicali più divertenti e geniali del 2008, con idee e intuizioni semplici ma efficaci sono stati:
1. OH YHEA - Moby un elegante e divertente omaggio all'universo di Russ Meyers

2. 50 BOCCA, 100 AMORE - Immanuel Casto il casto divo non delude mai i suoi fan... anche quando si tratta di merchandise!

3. COME MUSICA - Jovanotti la romanticissima danza delle goffe gru...

contro la mancanza di mestiere e il pessimo stato in cui versa la televisione italiana, i tre serial più interessanti e geniali del 2008 arrivano dalla grande macchina USA e hanno personaggi così interessanti e sceneggiature così geniali che non potete perderveli:
1. Pushing Daysies
2. Tru Blood
3. Dexter


vorrei scrivervi anche la lista dei libri e dei fumetti, ma ora devo fare qualcosa delle mie giornate perché ho cazzeggiato fino ad oggi e, se voglio che il libro del 2009 per molti sia il mio nuovo romanzo, devo salutarvi qui e augurare a tutti un anno che spacca! vi abbraccio virtualmente senza fare nomi, ma con tutto l'affetto che ben sapete.

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requiem per NM

di nadiolinda (25/12/2008 - 22:25)

ieri che era la vigilia, la mia vicina di casa l'ho incontrata sul pianerottolo con un'espressione allucinata.
mi comunica che suo cognato ha avuto un infarto e, con fare palesemente insofferente, conclude: proprio sotto natale, insomma.
io la guardo come si guarda un vampiro e non dico niente. abbozzo un saluto e mi allontano il prima possibile, prima di esplodere. sotto natale sono insofferente peggio di chiunque, altro che più buona.
innanzitutto, odio gli auguri generalizzati e il buonismo patetico verso chiunque. soprattutto se basta una frase per smascherarlo.
e mi vergogno che non esista un connettore modificabile tra la testa e la bocca, così non dovrei più sentire frasi come 'proprio sotto natale'.

penso che ognuno abbia almeno il diritto di decidere quando morire fregandosene altamente del calendario delle festività.
penso anche che se non ti dispiace che qualcuno muoia (visto che reputi il lutto meno importante del cenone) potresti evitare di commentare del tutto. stare in silenzio e sembrare indiferenti è meglio che aprire bocca e rivelarsi stronzi.

comunque, mi è tornata alla mente una vignetta di Gipi di qualche settimana fa su Internazionale, dove lui parla con Cristo e gli racconta che i cristiani, da decenni, effettuano una customizzazzione delle sacre scritture per adattarle al proprio stile di vita. e mi viene in mente che sarebbe molto comodo customizzare anche le festività.
voglio dire: oggi è una giornata di merda per tutta una serie di motivi e allora, magari, se posso e nessuno si scoccia, vorrei rimandare il natale.
o anche, mettiamo che sia il 15 di luglio e io mi sento in vena di regali e stasera ho voglia di cucinare. perché non fare un bel veglione con alla fine il pandoro e la crema di mascarpone?



ecco.
customizzazione delle festività: ecco una missione di vita per il mio futuro.
e mentre ci penso, realizzo che c'è solo una persona con cui potrei condividere questa cosa.
N.M.
e però NM si è suicidato proprio ieri da facebook, dopo essersi già suicidato qualche settimana fa da myspace. mi manca, nella virtualità, perché era ironico e cattivo più di me e mi istigava a tirar fuori la grinta polemica.
un giorno di questi, gli ho chiesto nella vita reale perché si suicidasse così spesso nella virtualità. ora come ora, così dipendente dalla virtualità come sono, io non riuscirei a uccidere un mio avatar. mi sembrerebbe di farmi un torto. lui, invece, lo fa con convinzione e senza ripensamenti. e non è nemmeno di quelli che cambiano le identità virtuali per crearsene di nuove, tutte bugie impilate una sull'altra. e non gestisce nemmeno profili fake o colossali goliardate.
no, ha una virtualità sincera e corretta.
e poi, ogni tanto, si suicida.
gli chiedo perché. e lui mi risponde: mi ero annoiato.

touché.
e però NM mi mancherà e anche un po' (ma non diteglielo) mi sta sulle palle perché mi costringe di nuovo a riportare il nostro confronto solo sul piano della realtà. e io me la cavo molto meglio con le parole scritte che con quelle che si dicono al momento. faccio meno fatica e, se scrivo una cazzata, posso sempre cancellarla. uffa.

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backstage

di nadiolinda (21/12/2008 - 11:22)

ieri all'agenzia SGP di Milano, si sono trovate in tre:
*nadiolinda
*eliselle
*elena torresani

il movente dichiarato erano fotografie.
quello che è diventato rapidamente è un gineceo altamente pettegolo e pure un po' rozzo.
e ciò che le tre si dissero veramente, solo i muri lo possono sapere.
voi accontentatevi delle immagini, razza di guardoni che non siete altro!


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l'indole del babbuino - posta del cuore (3)

di nadiolinda (19/12/2008 - 11:26)

Cara Nadiolinda,
qualche sera fa, nel mio salotto, si parlava di maschi stronzi. E di atteggiamenti incomprensibili (l'etichetta di "stronzo" è corretta ma più di tanto non spiega). Io ho citato il caso del signor F., un tizio che conosco di anni 51, ciononostante piacente e circondato da pulzelle e signore di tutte le età.
Ebbene, costui che pure ha il rimorchio estremamente facile nell'arco di un mese, qualche tempo fa ha: avuto una storia con una maestra di sci svizzera (anni 30, molto graziosa) e si augurava che "ne nascesse una cosa seria", tanto che tentò di dire addio alla sua tampinatrice storica. Non glielo disse; trombarono. L'addio glielo recapitò tre giorni dopo via SMS (!). Frattanto, amoreggiava con l'ex moglie, madre di suo figlio, la quale (cito) "s'era anche illusa ...", per poi buttarsi tra le braccia della penultima conquista dove attualmente si trova. Cioè, non capisco. Non è neanche invidia: fa rabbia sentirlo parlare ogni volta di una storia ...seria! Non è che prenda quello che capita, no: ci pensa e magari ci soffre anche quei dieci minuti. Mah, dev'essere la famosa "leggerezza del maschio" da te già acutamente diagnosticata. Io per me mi sa che sono maschio e pure pesante. Ma soprattutto mi scoccia non capire!
(Pedro, 45 anni, mail firmata)



Il 26 giugno scorso è morto Claudio Capone, voce storica della televisione, uno di quelli che tutti si ascolta e ci si è pure affezionati, ma nessuno sa che faccia ha. Io mi ci incantavo perché faceva i doppiaggi dei documentari sugli animali e pure di Ridge di Beautiful. Così, mi immaginavo che quando Ridge guardava Brooke con amore le raccontava che i babbuini femmina di Amboseli, in Kenya, hanno una vita sociale particolare. Le madri sono tra loro amiche e allevano i cuccioli tutte insieme. Questa cosa le fa vivere di più e meglio perché i legami di solidarietà e di sostegno alleviano lo stress, sia dei piccoli che delle femmine adulte. Che dire, caro Pedro. Serve un solo maschio per ingravidare molte femmine; poi può anche levarsi dalle scatole e forse non è poi una gran perdita. Quando il signor F. fa pipì, di certo regge in mano il suo futuro, perché non mi sembra che i suoi rapporti vadano più lontano di così. In effetti, la natura umana, sia degli esemplari maschi che femmine, è affascinante. E rimpiango Capone, che con quella bellissima voce sapeva sempre dare spiegazioni così elementari che ogni più piccolo perché spariva insieme ai babbuini maschi, perduti nella giungla nell’indifferenza generale del branco di femmine.

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di nadiolinda (17/12/2008 - 19:01)

ricordando che chi non fa sesso a capodanno non fa sesso tutto l'anno e pensando a chi è fornito dell'entusiasmo ma manca del partner...
...perché non regalare la nuovissima macchina per l'autoerotismo realizzata da 0verflow?

collegato tramite usb al computer, si sincronizza con film predisposti per regalarvi momenti di assoluta pigrizia sessuale e, pare, con la massima soddisfazione grazie al SEPTON, il materiale utilizzato per realizzare le parti direttamente a contatto con le zone più sensibili e già in uso in molti dispositivi medici. nella versione maschile l'interno è di prima qualità: «grazie ad innumerevoli pieghe e protuberanze sarà un vero piacere» si legge sul sito del produttore.
«il suo tocco soffice garantisce un piacere lussurioso maggiore dell'equivalente reale»

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